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Poesie...Nel mese di giugno


Nel mese di giugno

la città quando sospesa

e alta sopra il nostro sperdimento

si desta alla frecciata delle luci


all'ora incerta tra vigilia e sonno

che il corpo inciampa nel suo peso

ma si rialza sulla sua fatica

 

nella pausa del tempo tra la rondine e l'assiolo  

tra la vita e la sua sopravvivenza,

 

Tu che spezzi la servitù e l'orgoglio

- dicono - della sofferenza, vieni

se già non sei dovunque

in veste di randagio,

 

d'infermo, di bambino tribolato.

Segui il timido, accosta il solitario,

ripeti: la virtù quando non giunge

fino all'amore è cosa vana.

 

È quell'ora della metà dell'anno

che il senza tetto strascica i suoi cenci

sull'erba pesticciata, cerca asilo,

la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

-Mario Luzi-

 


Pubblicato il 3/6/2011 alle 21.9 nella rubrica Poesie.

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