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Pillole di Scienza..Lo studio delle scienze

“Tra le tante buone e cattive cose che veggiamo ai tempi nostri va certamente notata la somma facilità con la quale gli uomini discorrono ed emettono su di ogni cosa i giudizi loro, che sono perciò spessissimo erronei. Il che nasce dalla ignoranza delle cose delle quali essi giudicano, per cui spesso mi sento dire il tale conosce bene la lingua, il tal altro è un gran botanico o un sommo astronomo, l'uomo discende dalle scimmie, da chi dice e scrive ferrovia, reddito, decessi, per istrada ferrata, rendita e morti, da chi non sa distinguere la malva dall'avena, Giove da Sirio; da chi non sa quanto diverso sia il piano di struttura dell'uomo da quello di un Orang-utang o di un Gorilla, e come in quello ogni cosa miri alla intelligenza ed in questi alla natura loro ferina.

Cagione principalissima di tale ignoranza è il mal vezzo del nostro secolo della lettura quotidiana delle gazzette, delle quali moltissimi fanno solo pascolo della mente loro e la mancanza perciò di forti e profondi studi, massime nelle scienze fisiche e naturali, le quali dovrebbero essere base principale dell'insegnamento e della educazione sin dalla più tenera età, dappoichè oltre alla necessità di conoscere le cose che d'ogni intorno ci circondano e che sono per noi sorgente di beni e di mali, è nello studio della natura la vera pietra di paragone per fare retti i giudizî nostri, senza di che noi saremo sempre nel falso, prenderemo come suol dirsi lucciole per lanterne, e daremo importanza ad uomini e cose che meriterebbero di essere tenuti a vile o disprezzati. A me gode l'animo quando vedo una madre accompagnare i suoi bambini nelle sale del nostro Museo per insegnare loro a conoscere la tigre, l'aquila o la conchiglia della perla, non tanto per la cognizione che quelli acquistano di quegli animali, quanto perchè vedo stamparsi in quelle giovani menti idee certe e positive, e che a poco a poco gioveranno a rettamente giudicare.

A. questo nobile fine a me pare debbano più di ogni altra cosa mirare le lezioni che son dette popolari perchè fatte per il popolo, nel quale è sventuratamente ignoranza del vero, e maggiore perciò la facilità di cadere in erronei giudizi. È dovere dei professori di aprire a lui la mente, di allontanare gli errori e i pregiudizi, d'insegnare le sane dottrine, figlie della esperienza e dei fatti. Ed io son lieto di manifestare come a questo fine hanno appieno corrisposto e corrispondono, non solo nelle lezioni popolari, ma nelle lezioni ordinarie, gli egregi uomini che mi onoro di avere a colleghi, i quali, ripudiando le ipotesi lusinghiere che altri facilmente accoglie per farsi un nome che non saprebbe in altro modo acquistarsi, espongono i sani principi e si palesano in questo Museo degni eredi delle gloriose tradizioni di Galileo e della Accademia del Cimento.-Filippo Parlatore, da “Sulla respirazione delle piante”1868-


 

Pubblicato il 6/5/2010 alle 20.10 nella rubrica Pillole di Scienza.

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