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I Fiori Raccontano....Il Crisantemo

 Il crisantemo, il cui nome botanico è Chrysanthemum, deriva dal greco Chrysantemon, nome composto da chrysos = oro e anthemon = fiore,ovvero “fiore d’oro”;proviene dall’Asia, dall’Africa, in Europa si conosce solo nel 1755 ad opera di Linneo. In Italia il crisantemo fiorisce verso la fine di ottobre, molte sono le varietà di questo fiore, alcune hanno un disco giallo e petali molto allungati di forma ovale;altre a fior d'anemone, simile alle margherite; altre ancora a forma di pompon con ligule tubuliformi fitte e corte; sferici con ligule incurvate verso l'interno; con ligule tubuliformi disposte a raggiera,così come vasta è la gamma dei colori possono essere gialli, rossi, bianchi o rosa,screziati ecc. Una leggenda narra di come questo fiore rappresenti lo spirito della vita che si rinnova ” Una bambina vegliava la sua mamma moribonda, pregando gli spiriti di non farla morire. Uno Spirito fu commosso dalla sua preghiera e porgendole un fiore le disse: quando la Morte arriverà, porgi a lei questo fiore, ti sarà così concesso di passare ancora con lei tanti giorni quanti sono i suoi petali. La bambina rimase da sola e si mise al lavoro, riducendo ogni petalo in tantissime striscioline sottili. Quando la Morte arrivò, guardò sbigottita quel fiore dai petali infiniti, e pensando ad uno scherzo dello spirito, disse alla bimba: resterai con la tua mamma per un numero di anni uguale al numero di quei petali.” Questo fiore in Italia, è ricordato solitamente come il "fiore dei defunti", per la fioritura autunnale e la sua resistenza, è utilizzato nella ricorrenza del 2 novembre, In Giappone il Crisantemo è la pianta simbolo dello stato ed è usato nelle decorazioni delle feste, dei matrimoni ecc. In Cina e nei paesi anglosassoni è simbolo di felicità,gioia,di vitalità,tanto che in Inghilterra è portato in dono in occasione delle nascite.

III.
Uno straccetto rosso, come quello
arrotolato al collo ai partigiani
e, presso l'urna, sul terreno cereo,
diversamente rossi, due gerani.
Lì tu stai, bandito e con dura eleganza
non cattolica, elencato tra estranei
morti: Le ceneri di Gramsci... Tra speranza
e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato
per caso, in questa magra serra, innanzi
alla tua tomba, al tuo spirito restato
quaggiù tra questi liberi. (O è qualcosa
di diverso, forse, di più estasiato
e anche di più umile, ebbra simbiosi
d'adolescente di sesso con morte...)
E, da questo paese in cui non ebbe posa
la tua tensione, sento quale torto
- qui nella quiete delle tombe - e insieme
quale ragione - nell'inquieta sorte
nostra - tu avessi stilando le supreme
pagine nei giorni del tuo assassinio.
Ecco qui ad attestare il seme
non ancora disperso dell'antico dominio,
questi morti attaccati a un possesso
che affonda nei secoli il suo abominio
e la sua grandezza: e insieme, ossesso,
quel vibrare d'incudini, in sordina,
soffocato e accorante - dal dimesso
rione - ad attestarne la fine. [...]
da Le Ceneri di Gramsci, di Pier Paolo Pasolini

-Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922- 2 novembre 1975) visita la tomba di A.Gramsci-


Sulla felicità…
”Tutto quello che sapete far bene contribuisce alla vostra felicità”
-Bertrand Russell-

Pubblicato il 1/11/2009 alle 18.14 nella rubrica I fiori raccontano....

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