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Film..."La classe operaia va in paradiso"

-da"La classe operaia va in paradiso"di E.Petri 1971-

La classe operaia va in paradiso(1971) è un film diretto Elio Petri e scritto con Ugo Pirro. E’ il primo film italiano che entra in fabbrica, esaminandone il sistema e mettendo a fuoco i rapporti tra uomo e macchina, tra sindacato e nuova sinistra, tra contestazione studentesca e lotte operaie, repressione padronale e progresso tecnologico. Ludovico Massa, detto Lulù,(Gian Maria Volontè) operaio in una fabbrica metalmeccanica, è uno stacanovista, sostenitore del cottimo, tanto che nessuno dei compagni riesce ad eguagliarlo nel ciclo produttivo. Lulù è benvoluto dal padrone, che equipara al suo rendimento quello degli altri operai, per tale motivo non è troppo ben visto dai compagni di lavoro. D'altro canto, nemmeno Lulù è contento di se stesso: produce, consuma in quanto possiede la macchina, il televisore, la casa piena di oggetti inutili, ma si ammazza di fatica, tanto da non avere nessuna vita sociale, nessun dialogo con i propri cari, non riesce neppure più ad avere rapporti con Lidia(Mariangela Melato) la donna con cui vive. Tuttavia, nonostante le visite tristi a Militino(Salvo Randone), un ex compagno di fabbrica, costretto a finire i suoi giorni in manicomio a causa delle sue idee politiche, Lulù continua a sostenere i suoi ritmi massacranti di lavoro finché un giorno, in seguito ad un incidente sul lavoro perde un dito. Radicalmente mutato, si schiera contro il meccanismo del cottimo, appoggiando d'accordo con un gruppo di estremisti extraparlamentari e contrario ai sindacati la necessità di uno sciopero ad oltranza. Scoppiano tafferugli con la polizia e Lulù è licenziato in tronco. Abbandonato dalla sua compagna, cui importava soltanto avere una pelliccia, e dagli stessi estremisti, che giudicano il suo come un caso personale e perciò estraneo alla lotta, Lulù, grazie all'intervento dei sindacati, è reintrodotto in fabbrica, tornando alla catena di montaggio. Ma ormai è anch'egli alle soglie della pazzia, e ai compagni, impegnati come sempre in una frenetica lotta con i tempi di lavorazione, racconta di un muro da abbattere oltre il quale c'è il paradiso della classe operaia. 


da"La classe operaia va in paradiso"E.Petri 1971-
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L'amico Shamal mi ha chiesto di aiutarlo a diffondere la PETIZIONE che è sul suo blog...Un saluto affettuoso a tutti e un grazie di cuore...A presto
-Vulcanochimico-

Pubblicato il 29/9/2008 alle 15.12 nella rubrica Film.

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