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 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



Disclaimer

"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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30 aprile 2016

1 MAGGIO 2016 FESTA DEI LAVORATORI...

"Il corpo può morire,ma restano i messaggi che abbiamo mandato in vita.Perciò il mio messaggio è questo:credete nei valori."
Con questa citazione di Rita Levi Montalcini auguro un buon primo maggio a tutti i lavoratori,soprattutto ai lavoratori che il lavoro lo hanno perduto e a chi vorrebbe essere un lavoratore e ancora non ha un lavoro.
Diciamo sempre SI al lavoro vero e NO al lavoro in nero
-Vulcanochimico-




28 aprile 2016

Pensieri Bonsai...Il peso di una lacrima

Quanto pesa una lacrima?Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.
-Gianni Rodari-




24 aprile 2016

25 APRILE 2016, 71°ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

Che sia un 25 aprile di piena e robusta memoria. Per avere una robusta memoria ,la memoria deve essere coltivata.


Ecco un piccolo esempio delle tante partigiane,che questo blog ha ricordato, che hanno contribuito alla resistenza rischiando e perdendo la vita per la libertà:

RENATA VIGANO'

IRMA BANDIERA

GABRIELLA DEGLI ESPOSTI

CLORINDA MENGUZZATO

INES BEDESCHI

EDERA FRANCESCA DE GIOVANNI

IRMA MARCHIANI

BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE CON UNA POESIA

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue. 
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo 
l’arma e il nome. 
Una donna ci guardava fuggire. 
Uno solo di noi si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto, 
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna 
ci aspetta alle colline. 
-Cesare Pavese (9 novembre 1945)-
-Vulcanochimico-





23 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:IRMA MARCHIANI


"Prigione di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally,
sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto,ora son qui….fra poco non sarò più,muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinchè la libertà trionfasse
Baci e baci dal tuo e vostro
Paggetto                            
Vorrei essere seppellita a Sestola"
Questa è una lettera scritta prima di essere fucilata da Irma Marchiani,partigiana conosciuta col nome di battaglia Anty,nata a Firenze  il 6 febbraio 1911 e fucilata dai nazisti il 26 novembre 1944 a Pavullo nel Frignano (Modena),ricamatrice,modista e pittrice,Medaglia al Valor Militare alla Memoria.Di seguito ciò che è riportato  in breve dall'ANPI

Irma aveva soltanto quattro anni quando i suoi si trasferirono da Firenze a La Spezia. Qui crebbe in una famiglia di antifascisti (il padre ferroviere, con un pretesto, fu licenziato per le sue idee nel 1923, un fratello fu tra gli organizzatori del "Soccorso rosso") e presto dovette lasciare la scuola per contribuire al misero bilancio familiare. Nel1924, infatti, Irma è già al lavoro, dove è apprezzata per le doti che avevano,a scuola, stupito gli insegnanti di disegno. Di salute cagionevole, la ragazzina comincia a recarsi ogni anno per cure sull'Appennino modenese.Conosce quindi bene la zona del Frignano e, quando arriva l'armistizio, non esita a fermarvicisi diventando staffetta delle prime formazioni della resistenza. Da staffetta a partigiana combattente il passo è breve; Anty (questo il suo nome di battaglia), nel maggio del 1944, è nominata vice comandante del Battaglione"Matteotti" della Divisione Garibaldi "Modena". Durante la battaglia di Montefiorino, come ricorda la motivazione della massima ricompensaal valore, "veniva catturata dal nemico nel generoso tentativo di far ricoverare in luogo di cura un compagno gravemente ferito". I tedeschi decidono per Irma Marchiani la deportazione in Germania, ma la giovane donna riesce ad evadere ed a raggiungere la "Matteotti". Con i suoi uomini Anty partecipa coraggiosamente ai combattimenti di Benedello. Catturata dopo questi scontri, fu riconosciuta dai nazifascisti che, alcuni giorni più tardi la fucilarono.

 




20 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:EDERA FRANCESCA DE GIOVANNI


Tremate. Anche una ragazza vi fa paura!”Così gridò ai suoi carnefici prima di fucilarla Edera Francesca De Giovanni,nata a Monterenzio in provincia di Bologna il 17 luglio del 1923 e fucilata a Bologna l'1 aprile 1944.

 Edera era cresciuta in una famiglia di antifascisti e antifascista era rimasta, anche quando era andata a servizio presso una facoltosa famiglia bolognese. Con il fascismo ancora imperante, non aveva esitato a polemizzare pubblicamente con un gerarca del suo paese di origine;ciò le valse venti giorni di carcere.
Caduto Mussolini, prima ancora che la Resistenza si organizzasse, con altri giovani di Monterenzio impose, alle autorità del paese, che il grano ammassato nei depositi fosse distribuito alla popolazione. Dopo poco tempo, Edera divenne un'attiva organizzatrice dei gruppi di partigiani che, su suo impulso,avrebbero costituito la 36a Brigata Garibaldi.
Il 30 marzo del 1944, durante un'azione di prelevamento di armi effettuata nel centro di Bologna con altri partigiani, Edera fu catturata dalla polizia che era stata avvertita da un delatore. Torturata per un giorno intero, la ragazza non si lasciò sfuggire la più piccola informazione e all'alba del 1° aprile fu fucilata contro il muro di cinta del Cimitero in via della Certosa.
Prima che i suoi carnefici sparassero, Edera gli gridò: “Tremate. Anche una ragazza vi fa paura!”. Con la De Giovanni caddero il suo compagno, Egon Brass e i partigiani Ettore Zaniboni,enrico Foscardi,Attilio Diolaiti e Ferdinando Grilli(fonte ANPI)

A Monterenzio è stata intitolata una via e una scuola d'infanzia a Bologna a suo nome.E' sepolta nel monumento ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordata nel Sacrario di Piazza Nettuno e nel Monumento alle Cadute Partigiane a Villa Spada.




16 aprile 2016

17 APRILE REFERENDUM ABROGATIVO DELLE TRIVELLE IN MARE

Siamo cittadini, non siamo sudditi e come cittadini andiamo a votare!
IO ANDRO' A VOTARE 
E VOTERO' 
SI
perché amo il mio mare!


SI VOTA DALLE 7:00 ALLE 23

Il Fac-simile della scheda QUI


UN SI PER DIRE NO AL PETROLIO !




14 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:INES BEDESCHI

«Ines Bedeschi era nel fiore della vita
e tutta intera voleva viverla
invece la dette da partigiana
ad ogni cosa più cara rinunciò che non fosse lalotta
dalle sue valli e monti di Romagna
andò dove era maggiore il bisogno
la presero i nazisti feroci e spaventati
la tortura non strappò dalla sua bocca rotta
neppure un nome di compagno
infuriati i tedeschi la portarono sulla riva del Po
ma anche in un giorno di primavera che era fatica morire
Ines Bedeschi non sentì la voglia
di salvarsi col tradimento »

Questi sono i versi che Renata Viganò,partigiana, ha dedicato a Ines Bedeschi,il cui nome di battaglia era“Bruna”. Versi riportati sulla lapide a lei dedicata nel suo paese natio Conselice. Ines nasce a Conselice il 31 agosto del 1911 e muore per mano dei nazifascisti il 28 marzo del 19445 a Riva del Po. Sul sito dell’ANPI questo è scritto su Ines Bedeschi

Sin dall'8 settembre 1943, Ines Bedeschi aveva preso parte alla Guerra di liberazione nelle file della Resistenza emiliana. Nell'aprile del 1944, quando a Bologna si costituì il Comando unificato militare Emilia Romagna (CUMER), Ines Bedeschi, con il nome di Bruna, ne divenne una delle più valorose staffette. Imponendosi per intelligenza e audacia, Bruna portò a termine, sin quasi alla Liberazione,numerosi e delicati incarichi di fiducia. Catturata durante una missione, la donna fu barbaramente torturata e infine uccisa dai nazifascisti.
Nel settembre del 1968, alla memoria di Ines Bedeschi è stata concessa la massima onorificenza militare italiana, con questa motivazione: "Spinta da ardente amor di Patria, entrava all'armistizio nelle formazioni partigiane operanti nella sua zona, subito distinguendosi per elevato spirito e intelligente iniziativa. Assunti i compiti di staffetta, portava a termine le delicate missioni affidatele incurante dei rischi e pericoli cui andava incontro e dell'assidua sorveglianza del nemico. Scoperta, arrestata e barbaramente torturata, preferiva il supremo sacrificio anziché tradire i suoi compagni di lotta".

Nell'attesa del 25 aprile c'è un altro appuntamento da ricordare e da non mancare:
DOMENICA 17 APRILE 2016
Si Vota  Per il  REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI
Votare è Diritto e Dovere dei Cittadini
IO VOTO 
SI
Perchè amo il mio MARE e dire STOP Alle TRIVELLAZIONI




12 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:CLORINDA MENGUZZATO

«Quando non potrò più sopportare le vostre torture, mi mozzerò la lingua pur di non parlare»,così rispose ai suoi aguzzini ,dopo le atroci sevizie Clorinda Menguzzato,partigiana italiana,nata a Castel Tesino il 15 ottobre 1914 e morta nel medesimo luogo il 10 ottobre 1944 e medaglia al valor militare.Questo è ciò che riporta l'ANPI su la partigiana Clorinda Menguzzato:

Il suo impegno nella Resistenza, dove era staffetta e infermiera nella Brigata"Gherlanda" della Divisione "Gramsci", durò dal luglio del 1944 all'ottobre dello stesso anno, ma tale era l'impegno che metteva nel mantenere i collegamenti con le formazioni partigiane che operavano nel Trentino che, per motivi di sicurezza, dovette utilizzare in quel breve periodo due diversi nomi di battaglia. Appena ebbe raggiunti – con un fratello, come lei contadino – i partigiani della Brigata, la chiamarono, infatti"Garibaldina", pseudonimo poi diventato "Veglia". Clorinda Menguzzato fu fatta prigioniera durante un vasto rastrellamento che i tedeschi avevano organizzato dopo che i combattenti della "Gherlanda" avevano espugnato la caserma di Castel Tesino, catturando 55 militi fascisti ed alcuni ufficiali tedeschi. Si trattò di un'azione che ebbe vasta risonanza, tanto da essere segnalata da Radio Londra nel bollettino del CLN e da indurre le truppe tedesche ad intervenire in forze nella zona. Dalla cattura di"Veglia" i tedeschi si ripromettevano di individuare con precisione la dislocazione delle basi della guerriglia, ma non ottennero da quella ragazzina nessun'indicazione. La sottoposero a sevizie atroci, la violentarono a ripetizione, la fecero azzannare da cani inferociti, ma "Veglia"non tradì i suoi compagni. Si disse che, ormai ridotta allo stremo, avesse risposto ai suoi aguzzini che l'avrebbero poi fucilata: «Quando non potrò più sopportare le vostre torture, mi mozzerò la lingua pur di non parlare»

Altre informazione  su Clorinda Menguzzato le potete trovare QUI






1 aprile 2016

PENSIERI BONSAI...LA PREZIOSITA' DELLA SEMPLICITA'

Alcune persone sono spigolose e abbaglianti come diamanti.
Preziose ma senza vita e senza amore.
Altre mi ricordano i fiori di campo più semplici, 
con il cuore pieno di rugiada e tutti i colori del cielo
riflessi nei loro modesti petali.
-Anaïs Nin-



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