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"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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29 febbraio 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Isabel Allende



“Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana. Passeggiando per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai sensi. Mia zia Teresa, quella che si trasformò lentamente in angelo e che quando morì aveva germogli di ali sulle spalle, è legata per sempre all'odore delle pastiglie alla violetta. Quando quell'incantevole signora faceva capolino per una visita, con il vestito grigio illuminato con discrezione da un colletto di pizzo e il capo regale incorniciato dalla neve, noi bambini le correvamo incontro e lei apriva con gesti rituali la sua vecchia borsetta, sempre la stessa, estraeva una scatoletta di latta dipinta e ci dava una caramella color malva. E da allora, ogni volta che l'aroma inconfondibile di violette si insinua nell'aria, la mia anima ritrova intatta l'immagine di quella santa zia, che rubava i fiori dai giardini degli altri per portarli ai moribondi dell'ospizio. Quarant'anni dopo ho scoperto che quello era l'emblema di Giuseppina Bonaparte, che si affidava ciecamente al potere afrodisiaco di quel fuggevole aroma che assale all'improvviso con un'intensità quasi nauseabonda, per sparire senza lasciare traccia e tornare immediatamente con rinnovato ardore. Le cortigiane dell'antica Grecia lo usavano prima di ogni incontro galante per profumarsi l'alito e le zone erogene, perché mescolato all'odore naturale della traspirazione e delle secrezioni femminili mitiga la malinconia dei più vecchi e scuote in modo irresistibile lo spirito dei giovani. Nel tantra, la filosofia mistica e spirituale che esalta l'unione tra gli opposti a tutti i livelli, da quello cosmico al più infimo, e nella quale l'uomo e la donna sono specchi di energie divine, il colore della violetta è quello della sessualità femminile e per questo mot
ivo alcuni movimenti femministi l'hanno fatto proprio.
L'odore penetrante dello iodio non mi evoca immagini di ferite o interventi chirurgici, bensì di ricci, strane creature marine irrimediabilmente legate alla mia iniziazione al mistero dei sensi. Avevo otto anni quando la ruvida mano di un pescatore mi mise in bocca un'ovaia di riccio. Quando torno in Cile, cerco sempre di trovare il tempo di andare sulla costa ad assaggiare di nuovi i ricci appena strappati al mare, e ogni volta mi assale lo stesso miscuglio di terrore e fascinazione che ho provato durante quel primo incontro intimo con un uomo. Per me i ricci sono inseparabili da quel pescatore, la borsa scura di frutti di mare che gocciola acqua e il mio risveglio alla sensualità. Gli uomini che sono passati dalla mia vita - non voglio vantarmi, non sono molti - li ricordo così, alcuni per la qualità della loro pelle, altri per il sapore dei loro baci, l'odore dei loro indumenti o il tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati a un alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno. Ognuno di questi tesori della cucina fa comparire davanti a me un uomo in particolare, un antico amante che ritorna insistente come un fantasma desiderato a infondere una certa luce malandrina nella mia età matura.”-Isabel Allende," Afrodita"-







28 febbraio 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Cora Coralina


SAPER VIVERE

Non so...Se la vita è corta
O troppo lunga per noi,
Ma so che nulla di ciò che viviamo
Ha sentimento, se non tocchiamo il cuore delle persone.
Molte volte basta essere:
Collo che accoglie,
Braccia che avvolgono,
Parola che conforta,
Silenzio che rispetta,
Allegria che contagia,
Lacrima che scorre,
Sguardo che accarezza,
Desiderio che soddisfa,
Amore che promuove.
E questo non è cosa d'altro mondo,
E' ciò che dà sentimento alla vita.
E' ciò che fa che lei
non sia né corta,
né troppo lunga,
Ma che sia intensa,
Vera, pura...Fino a quando dura
-Cora Coralina-





26 febbraio 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Caterina D'Aragona


CATERINA D’ARAGONA, (16 dicembre 1485 – 7 gennaio 1536)fu regina d'Inghilterra come prima moglie di re Enrico VIII in seguito ripudiata dal sovrano, una donna di grande dignità, virtù ed eloquenza.Di seguito riporto la lettera che Caterina scrisse al marito prima di morire.

A Enrico VIII, 1536

Mio Signore e  Caro Marito, mi affido a voi. L'ora della mia morte si avvicina  velocemente ed essendo questa la mia condizione, il tenero amore che vi porto mi spinge a ricordarvi, con queste mie parole, della salute e salvaguardia della vostra anima, che dovete preferire sopra a ogni altra cosa mondana e  prima della cura e salvaguardia  del vostro stesso corpo per il quale avete gettato me in molti affanni  e voi stesso in cure continue.Da parte mia vi perdono di tutto, sì, questo è il mio desiderio e prego devotamente Dio perchè anche Egli voglia  perdonarvi.Per il resto vi affido nostra figlia Maria e vi raccomando di essere per lei un buon padre, come ho sempre desiderato. Vi prego inoltre, a nome delle mie dame di compagnia, di assegnare loro una dote, che non sarà molto poiché sono solo tre. Per quanto riguarda tutti gli altri miei servitori, vi chiedo di dare loro un anno di paga in più rispetto a quello che è loro dovuto,così che non rimangano senza mezzi di sostentamento. Per ultima cosa, giuro che i miei occhi desiderano voi sopra ogni altra cosa.

 




25 febbraio 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Alda Merini

Io come voi sono stata sorpresa

mentre rubavo la vita,

buttata fuori dal mio desiderio d'amore.

Io come voi non sono stata ascoltata

e ho visto le sbarre del silenzio

crescermi intorno e strapparmi i capelli.

-Alda Merini-





24 febbraio 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Marina Ivanovna Cvetaeva

Indizi

Come spostando pietre:

geme ogni giuntura! Riconosco

l'amore dal dolore

lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto

alle bufere.Riconosco

l'amore dallontano

di chi mi èaccanto.

Come se mi avessero scavato

dentro fino al midollo. Riconosco

l'amore dal pianto delle vene

lungo tutto il corpo.

Vandalo in un'aureola

di vento!Riconosco

l'amore dallo strappo

delle più fedeli corde

vocali:ruggine, crudo sale

nella strettoia della gola.

Riconosco l'amore dal boato

- dal trillo beato -

lungo tutto il corpo!

-Marina Ivanovna Cvetaeva-

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Questo blog anche questo anno celebrerà la Giornata Internazionale della Donna non solo con le mimose,ma da oggi fino all'otto marzo  pubblicando post con "Voci di Donne"

Un saluto affettuoso a tutti ...a presto

-Vulcanochimico-




19 febbraio 2012

Ricordando Massimo Troisi:"La poesia non è di chi la scrive,è di chi gli serve"

-da"Il postino"di M.Radford,1994-

“Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l'esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla. “

-PabloNeruda-





17 febbraio 2012

Pensieri Bonsai...Fuoco

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Un fuoco a lungo celato diventa un incendio difficile ad estinguere: un fuoco di cui appare la vampa, agevolmente si spegne. Più ruscelli uniti formano un fiume; più fili insiemi congiunti formano una corda essa non si può romper che a stento.

-Confucio-

 




16 febbraio 2012

Pensieri Bonsai...Volontà

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"Il cammino attraverso la foresta non è mai lungo 
se si ama la persona che si va a trovare"
_______________




11 febbraio 2012

Poesie....Da lontano

Qualche volta, piano piano, quando la notte 
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie di silenzio,
e non c’è piú posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza intorno
come una perla intorno al singolo grano di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo un nome amato
per comporre la sua figura; allora la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato un pane caldo, spezzato.
-Pierluigi Cappello-




5 febbraio 2012

Poesie...Parentesi

Se solo si potesse vivere tra parentesi

si potrebbe prendere chi vuoi dentro con te,

e il resto del mondo aspetterebbe fuori

a guardare educatamente dall’altra parte.

Se si sbucasse fuori dalla parentesi,

la vita continuerebbe come prima.

Non ci sarebbero conseguenze

e per una volta i muri si troverebbero dove vuoi tu.

Se solo fosse possibile.

Ma le parentesi esistono solo nei libri.

E il mondo gira di conseguenza.

(A.Fienberg)




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