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  vulcanochimico [ chi ben comincia .... ]
         


 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



Disclaimer

"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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31 maggio 2009

Sul futuro...


"Lascia dormire il futuro come merita:
se lo svegli prima del tempo,
otterrai un presente assonnato. “
-F.Kafka-




28 maggio 2009

Poesie...Alla luna


 Alla luna

E, come una signora morente emaciata e pallida,
che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo,
fuori dalla sua camera, guidata dai folli
e flebili deliri del suo cervello snervato,
l'animo si levò nel tenebroso est,
una bianca e informe massa.

Sei pallida perché
sei stanca di scalare il cielo
e fissare la terra
tu che ti aggiri senza compagnia
tra le stelle che hanno una differente
nascita, tu che cambi
sempre come un occhio senza gioia
che non trova un oggetto degno della
sua costanza?

-Percy Bysshe Shelley-





27 maggio 2009

Poesie... Scirocco


-"Passeggiata lungo la spiaggia"By Pino-

Scirocco
O rabido ventare di scirocco
 che l'arsiccio terreno gialloverde bruci;
e su nel cielo pieno di smorte luci
trapassa qualche biocco di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi d'una vita che fugge
come acqua tra le dita; inafferrati eventi,
luci - ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;oh alide ali dell'aria
ora son io l'agave che s'abbarbica al crepaccio
dello scoglio e sfugge al mare da le braccia d'alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento d'ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.
-E.Montale-


 


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24 maggio 2009

Donne...Julia Pastrana

 E’ una storia triste e sfortunata quella di Julia Pastrana, meglio conosciuta come la “donna barbuta”; misurava solo 137 centimetri di altezza, il suo corpo era coperto di peli,aveva capelli foltissimi neri e ricci,i denti pronunciati,mascella sporgente e il mento barbuto. Julia era di origine messicana, infatti, fino all’eta di 20 lavorò come dipendente nella casa di un’autorità del Messico fino a quando incontrò un uomo senza scrupoli Theodore Lent, impresario teatrale che la sfruttò come un fenomeno da baraccone esibendola sui palcoscenici europei e la sposò nel 1854 . Julia era una donna dolce, educata e molto intelligente, danzava in modo leggiadro e cantava romanze in diverse lingue, sapeva leggere e scrivere, cosa non da poco per una donna di umili origini nella metà dell'Ottocento. Nel 1860 durante un viaggio a Mosca Julia partorì un bambino e il marito vendette i biglietti per far assistere il pubblico al parto. Fu un parto difficile e il bambino che mise alla luce era affetto dalla sua stessa malattia, sopravvisse solo tre giorni. Dopo due giorni di agonia morì anche Julia .I corpi furono imbalsamati e mostrati ad un pubblico pagante. Il marito reclamò i corpi ed egli stesso continuò a sfruttare Julia e il neonato facendosi pagare per farli vedere al pubblico. I corpi di Julia e del figlio hanno subito un continuo passaggio di mani, ora si trovano a Oslo ed è vietato esibirli al pubblico Julia Pastrana era affetta da ipertricosi congenita ed ora pare siano state scoperte le mutazioni genetiche legate a questa patologia così come scrive “Le Scienze”: Julia Pastrana passò anche alla storia della medicina come caso esemplare di ipertricosi congenita generalizzata,una disfunzione legata a mutazioni genetiche mai ben chiarite anche a causa della loro rarità. Ora uno studio cinese pubblicato sull'American Journal of Human Genetics ha permesso di identificare le radici molecolari di questa patologia. L'Ipertricosi congenita generalizzata (CGH) costituisce un gruppo di condizioni caratterizzate da un'eccessiva crescita pilifera su tutto il corpo, molto al di là di quelli che sono i limiti medi per una data età, sesso o razza. L'ipertricosi congenita generalizzata terminale (CGHT) con ipertrofia gengivale (che porta a difetti di dentizione) ne rappresenta un particolare sottogruppo che comporta anche altri disturbi, fra cui una distorsione dei tratti facciali, secondo il fenotipo, appunto, di Julia Pastrana."Per quanto da molto tempo si ritenga che le persone con CGH siano portatrici di un qualche difetto genetico, la mutazioni specifiche legate alle CGHT, con o senza iperplasia gengivale, non erano state finora identificate”, ha spiegato Xue Zhang dell'Accademia cinese di scienze mediche, che ha diretto lo studio.Zhang e colleghi hanno eseguito una dettagliata analisi genetica di diversi membri di tre famiglie cinesi con CGHT e di un caso sporadico di CGHT con iperplasia gengivale, scoprendo difetti sul cromosoma 17 (q24.2-q24.3) che possono essere ritenuti responsabili della CGHT con o senza iperplasia gengivale.Le tre famiglie mostravano differenti delezioni nella catena di DNA, mentre il caso sporadico era associato a una duplicazione in quella stessa regione del cromosoma. Le mutazioni andavano a interessare da quattro a otto geni. (gg).”

                                      Un saluto a tutti e una buona domenica...a presto
                                                                -Vulcanochimico-




22 maggio 2009

Arte ed Emozioni....Il seminatore

 
-"Il seminatore"V.Van Gogh-

"il seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. 5 Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7 Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. 8 Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno». 9 Poi disse: «Chi ha orecchi per udire oda»"
(da Vangelo secondo Marco 3,9)

Un saluto affettuso a tutti...A presto
-Vulcanochimico-




19 maggio 2009

Sui cibi e sulle bevande..."Ode al carciofo"

 Ode al carciofo
Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
eretto costruì una piccola cupola,
si mantenne impermeabile sotto le sue brattee,
al suo lato i pazzi vegetali si incresparono,
diventarono viticci,biondi bulbi commoventi,
nel suolo dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i sarmenti da dove esce il vino,
il cavolo si mise a indossare gonne,
l’origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo,là nell’orto,
vestito da guerriero,lucido
come una melagrana,orgoglioso,
e un giorno l’un con l’altro
in grandi cesti di vimini,
andò per il mercato a realizzare il suo sogno militaresco.
In fila mai fu tanto marziale come al mercato,
gli uomini con le loro camicie bianche
erano marescialli dei carciofi,
le fila serrate,le voci autoritarie,
e il fracasso di una cassa che cade,
ma in quella si fa avanti Maria
con il suo cesto sceglie un carciofo,
non lo teme,lo esamina,lo osserva
contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,lo confonde nella borsa
dove sono anche un paio di scarpe,
un cavolo cappuccio e una bottiglia d’aceto,
finché entrata in cucina,l’immerge nella pentola.
Così termina in pace la carriera del vegetale armato
che si chiama carciofo,
poi brattea dopo brattea spogliamo
la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del cuore verde.
-Pablo Neruda
-
da "Ode al Vino e altre odi elementari"pag.27,29,31Ed.Passigli

Brevi cenni sul carciofo...
Il carciofo, Cynara cardunculus, è una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 metri, della famiglia delle asteracee. Il termine carciofo deriva dall'arabo al-kharshûf, letteralmente “pianta che punge”. Il carciofo è coltivato in tutta l'area mediterranea, in modo particolare in Italia, Spagna e Francia, mentre i maggiori coltivatori dei paesi oltre oceano sono gli Stati Uniti e il Perù.La mitologia narra che il nome deriva dalla giovane ninfa Cynara, così chiamata perché i suoi capelli erano color cenere.Cynara era bellissima, ma anche orgogliosa e capricciosa, per non essersi concessa al potente Zeus, il dio dell’ordine universale fu trasformata in una pianta spinosa come la sua indole, ma con un cuore tenero come quello di una pulzella.
Il carciofo è probabilmente originario dell'Etiopia e arriva in Europa attraverso l'antico Egitto. Ne troviamo traccia nell'opera di Plinio il Vecchio Naturalis Historia, dove sono messe in risalto le sue proprietà come depuratore e tonificante, come afrodisiaco e - a quanto pare - particolarmente efficace contro le calvizie. Le proprietà del carciofo sono inoltre citate da Teofrasto nella sua Storia delle piante e da Esiodo in Opere e giorni. Nel De Re Rustica di Decio Bruno Columella, leggiamo che era coltivato sia per scopi alimentari sia come pianta medicinale. Secondo alcuni documenti, il carciofo sembra essere arrivato prima in Toscana e quindi in Veneto. La tradizione vuole che sia stata Caterina De’Medici, in occasione del matrimonio con Enrico II di Francia, a diffondere l'uso dei carciofi in cucina. Si dice che anche Luigi XIV, detto “re sole”, amasse consumare carciofi. Nel XVI secolo comincia a diffondersi in Sicilia, dove trova un clima ideale. Dalla Sicilia giunge fino a Brindisi, il carciofo Brindisino, Cynara cardunculus, proviene da materiale di propagazione, prelevato dalla Sicilia nel dopoguerra. E’ coltivato da ottobre a maggio nei Comuni di Brindisi, Mesagne, S. Pietro Vernotico, Torchiarolo, Carovigno, S. Vito dei Normanni, Cellino S. Marco, Torre Santa Susanna, S. Pancrazio Salentino. Dalla antica tradizione culinaria salentina ci giunge la ricetta dei “Carciofi alla cenere”: si accende il fuoco con la legna di olivo fino farla diventare carbone. Nel frattempo si lavano i carciofi e si taglia il gambo, si asciugano e tra le foglie si mettono delle piccole scaglie di aglio unite a delle foglioline di prezzemolo, mollica di pane raffermo e un filo d’olio extravergine d’oliva. In seguito si separano i carboni dalla cenere calda e su di essa si appoggiano i carciofi per la cottura, saranno pronti da mangiare quando le foglie esterne assumeranno una colorazione più scura e appariranno arricciate.




16 maggio 2009

Vorrei...



Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.
-Sandro Penna-

Un saluto e un buon fine settimana a tutti
-Vulcanochimico-




12 maggio 2009

Poesie...La magnanimità dei fiori,"i prediletti del suolo"..


-"Summer Flowers"J.William Godward-

Non chiedono che di Deliziarci -
I Prediletti del Suolo
E ci danno tutto il loro Essere
Per un misero sorriso -
-E.Dickinson-




10 maggio 2009

Film...“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”


Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) è un film del regista Elio Petri, scritto e sceneggiato con Ugo Pirro, le musiche di Ennio Morricone. Gli interpreti principali del film sono Gian Maria Volontè e Florinda Bolkan. Il capo della Squadra Omicidi(Gian Maria Volontè) di una grande città italiana, soprannominato "il dottore", per l'efficienza dimostrata in servizio è promosso dirigente dell'Ufficio Politico della Questura. Nel medesimo giorno della promozione, l'alto funzionario, che dietro l'apparente sicurezza e disinvoltura nasconde una psicologia disturbata, uccide Augusta Terzi(Florinda Bolkan), sua amante, con la quale ha instaurato un rapporto sadico. Sicuro di essere al di sopra di ogni sospetto per la posizione di potere che occupa, il poliziotto semina volutamente tracce e indizi a proprio carico. Come previsto, le indagini intraprese dai colleghi della Omicidi non lo toccano, ignorando le sue evidenti provocazioni. Soltanto Antonio Pace(Sergio Tramonti), uno studente anarchico indivisualista, fermato per un attentato dinamitardo alla questura, personalmente "interrogato" dall'ispettore, in privato, essendo testimone dell’omicidio, ha il coraggio di dirgli che lo riconosce come assassino della donna, ma non lo denuncia per poterlo ricattare, infatti, durante l’interrogatorio esclama”Un criminale a guidare la repressione,è perfetto!”viene perciò rilasciato. Preso da un delirio autopunitivo, l'ispettore consegna ai colleghi della Omicidi una lettera di confessione. Quindi rientra a casa e nella sua immaginazione malata fantastica le diverse conclusioni della vicenda,in particolare sogna di essere costretto dai suoi superiori a firmare la confessione della propria innocenza. Quando l’ispettore si sveglia trova le alte cariche della polizia e il vero finale,che il regista non palesa chiaramente. Gran parte del successo del film si deve alla grandiosa interpretazione di Gian Maria Volontè nel suo modo di parlare, lirico e teatrale nei confronti dei sottoposti o dei comuni mortali, umile e sottomesso nei confronti dei superiori,nella sua gestualità,nel suo modo di vestire. Da rilevare inoltre che il film è stato vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 1970,di due David di Donatello come miglior film e come migliore attore protagonista e nel 1971 del premio Oscar come miglior film in lingua straniera.

-video tratti da "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto"di E.Petri-

Un saluto e una buona domenica...a presto
-Vulcanochimico-




3 maggio 2009

Dei e Miti...Le Muse

 Le muse erano delle dee greche della poesia, della musica, della danza e delle arti in generale.La parola musa deriva dal greco “mousa” è collegata a mousike “musica”.Erano figlie di Zeus e di Mnemosine,ossia il dio dell’ordine universale e della dea della Memoria e questa è sicuramente una metafora per indicare quanto nella tecnica tradizionale della composizione orale,prima della diffusione della scrittura,ci si affidasse al ritmo del verso e della memoria del cantore.Le Muse insieme o individualmente,si pensava ispirassero il canto e la poesia umana. L’Odissea di Omero,scritta circa nel 750 a.C.si apre con un appello ad una musa non specificata,perché aiuti il poeta a cantare il suo soggetto:

Musa, quell'uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d'Ilion le sacre torri ...

Nel suo poema epico,”La Tegonia”Esiodo descrive come le muse lo avessero avvicinato sul monte Elicona in Boezia e gli avessero infuso il dono del canto

<<Cominci il canto mio dalle Muse Elicònie, che sopra
l'eccelse d'Elicóna santissime vette han soggiorno,
e con i molli pie' d'intorno alla cerula fonte
danzano, intorno all'ara del figlio possente di Crono.
Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra,
o d'Ippocrène nell'acque, oppur del santissimo Olmèo,
intreccian d'Elicona sui vertici sommi, carole
agili, grazïose: ch'è grande virtú nei lor piedi.(…)
(…)Quelle che il canto bello d'Esiodo ispirarono un giorno,
mentr'egli pasturava le greggi sul santo Elicona,
quelle medesime Dive narrarono a me ciò ch'io narro,
le Muse Olimpie, figlie di Giove, dell'ègida sire.(…)>>

Esiodo fu il primo ad enumerarle,fissandone il numero e il nome,ma solo in seguito si assegnò a ciascuna una funzione distinta. Le nove muse :

CLIO Musa della Storia, trae il nome da kleos (gloria) o da kleiein (celebrare).
TALIA Musa della Commedia, deriva il nome da thallein (fiorire).
ERATO Musa della Poesia lirica e della anacreontica, deriva il nome da Eros (amore). EUTERPE Musa della Musica. Il suo nome significa colei che sa piacere.


POLINNIA Musa della Retorica e dea della Musica vocale. Il suo nome deriva da poly (molto) e Hymnos (inno), oppure da mnasthai (ricordarsi).
CALLIOPE Musa dell'Eloquenza e della Poesia eroica. Il suo nome letteralmente significa bella voce ed è raffigurata con stilo e tavolette in mano.
TERSICORE Musa della Danza. Il suo nome significa che ama la danza.
URANIA Musa dell'Astronomia. Trae nome da Ouranos (cielo) ed è raffigurata come una vergine con in una mano un globo e nell'altra una verga.
MELPOMENE Musa della Tragedia, trae il nome da melpein (cantare).

                                   - "Danza di Apollo con le Muse"Palazzo Pitti-Firenze-



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