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 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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1 gennaio 2012

Dei e Miti...Giano

Giano è una divinità tipicamente italica. La particolarità di Giano è la doppia faccia,pertanto è anche chiamato il dio bifronte. Egli èun dio del tempo,un dio del sole che sorge e tramonta. Divenne il dio delle porte,colui che le apre e le chiude Essendo custode della porte impugna una grossa chiave,la sua seconda caratteristica è il bastone.A Giano sono sacri la prima ora del giorno ed il primo mese dell’anno,che porta il suo nome Januarius,cioè Gennaio. Il mito vuole che fosse re del Lazio e avesse la sua residenza dove sarebbe sorta la futura Roma,esattamente sul Gianicolo.Alcune fonti indicano Giano come il primo dio di Roma e lo annoverano anche tra le divinità marine,infatti si credeva inoltre che avesse il potere di far zampillare all'improvviso dal terreno sorgenti e polle d'acqua, così come avvenne quando salvò Roma dai Sabini, nemici dei Romani, che si accingevano ad entrare in città da una porta, rimasta inspiegabilmente aperta: fece sgorgare una sorgente, come una cascata, che mise in fuga gli aggressori. Nei frammenti sopravvissuti del “Carmen Saliare” (*)riportati di seguito,Giano è omaggiato come padre e dio degli dei.

 

« divum +empta+ cante, divum deo supplicate »
« cantate Lui, il padre degli Dei, supplicate il Dio degli Dei »
(fragmentum 1)

(*)Con il nome di Carmen Saliare si indica un frammento in latino arcaico il cui testo, nell'antica Roma, veniva recitato nello svolgimento dei rituali praticati dai sacerdoti Salii conosciuti anche come i "sacerdoti saltellanti".




9 agosto 2011

Dei e Miti...Cinesi:Shen Nung

Shen Nung fu un leggendario imperatore della Cina che insegnò l’arte dell’agricoltura,pertanto fu venerato come il suo inventore,insegnò al suo popolo come coltivare i cereali per cibarsene,il suo nome significa “Divino Mietitore”Studioso delle proprietà medicinali delle piante ne fu il divulgatore,si narra che ne ha assaggiato centinaia per valutarne l’effettive proprietà,a lui si attribuisce la stesura del più antico testo cinese sui farmaci il pen ts'ao ching datato al 2737,che comprende 365 medicine derivate la piante,animali e minerali. A lui è attribuita anche la scoperta del tè,una leggenda,infatti,narra che Shen Nung stava seduto all’ombra di un cespuglio per riposare nella calura del giorno. Seguendo una logica tutta sua, decise di rinfrescarsi accendendo un fuoco e facendo bollire un po’ di acqua da bere, un’abitudine ch’egli aveva adottato notando che chi beveva acqua bollita si ammalava meno frequentemente di chi la beveva direttamente dal pozzo. Alimentò il fuoco coi rami di una pianta di tè e una brezza provvidenziale lasciò cadere nella sua ciotola alcune delle sue foglie leggere. Quando Shen Nung ne bevve l’infuso, divenne il primo a godere l’effetto stimolante e il delicato ristoro del tè. Shen Nung pare fosse imparentato con Xuanyuan Gonshun,l’imperatore giallo e si narra che insieme abbiano inventato il guqín,un particolare strumento a corda. Shen Nung morì durante un  esperimento per un’erba tossica.

Sul tè..

"La prima tazza mi bagna le labbra e la gola
La seconda mi libera dalla solitudine e la terza entra nella mia anima inaridita,
scoprendovi cinquemila volumi di meravigliosi ideogrammi.
La quarta tazza eccita in me un lieve sudore,
che dileguandosi dai pori fa svanire le tristezze della vita.
La quinta tazza mi purifica e la sesta mi chiama nel regno dell'immortalità…"

Lu - T'ung(il poeta del tè)

Un saluto affettuoso a tutti i lettori...A presto!

-Vulcanochimico-





30 luglio 2009

Dei e Miti...Maya:"El Dios de la muerte : AH PUCH"

Nella mitologia Maya, AH PUCH era il Dio della morte e dei sacrifici umani e re di Metal, quindi signore degli inferi. Era raffigurato con il tronco come uno scheletro, al collo delle campane o in testa, questa ultima talvolta era raffigurata con una civetta o un gufo, tanto che ancora oggi è rimasta in Messico e nelle zone dell’America Centrale(anche in Italia a dire il vero) la credenza popolare che quando si sente cantare un gufo o una civetta sia simbolo di morte imminente, si usa cantare in spagnolo locale:

“Cuando el tecolote canta ... el indio muere”.

(“Quando canta la civetta…l’indio muore”)

I Maya avevano sempre una grande paura della morte, ed AH PUCH era considerato uno dei più importanti dei loro Dei.


Sulla morte...
“Una vita sprecata è una morte precoce. “
(W. Goethe)

        Un saluto  a tutti...A presto.
         -Vulcanochimico-





3 maggio 2009

Dei e Miti...Le Muse

 Le muse erano delle dee greche della poesia, della musica, della danza e delle arti in generale.La parola musa deriva dal greco “mousa” è collegata a mousike “musica”.Erano figlie di Zeus e di Mnemosine,ossia il dio dell’ordine universale e della dea della Memoria e questa è sicuramente una metafora per indicare quanto nella tecnica tradizionale della composizione orale,prima della diffusione della scrittura,ci si affidasse al ritmo del verso e della memoria del cantore.Le Muse insieme o individualmente,si pensava ispirassero il canto e la poesia umana. L’Odissea di Omero,scritta circa nel 750 a.C.si apre con un appello ad una musa non specificata,perché aiuti il poeta a cantare il suo soggetto:

Musa, quell'uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d'Ilion le sacre torri ...

Nel suo poema epico,”La Tegonia”Esiodo descrive come le muse lo avessero avvicinato sul monte Elicona in Boezia e gli avessero infuso il dono del canto

<<Cominci il canto mio dalle Muse Elicònie, che sopra
l'eccelse d'Elicóna santissime vette han soggiorno,
e con i molli pie' d'intorno alla cerula fonte
danzano, intorno all'ara del figlio possente di Crono.
Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra,
o d'Ippocrène nell'acque, oppur del santissimo Olmèo,
intreccian d'Elicona sui vertici sommi, carole
agili, grazïose: ch'è grande virtú nei lor piedi.(…)
(…)Quelle che il canto bello d'Esiodo ispirarono un giorno,
mentr'egli pasturava le greggi sul santo Elicona,
quelle medesime Dive narrarono a me ciò ch'io narro,
le Muse Olimpie, figlie di Giove, dell'ègida sire.(…)>>

Esiodo fu il primo ad enumerarle,fissandone il numero e il nome,ma solo in seguito si assegnò a ciascuna una funzione distinta. Le nove muse :

CLIO Musa della Storia, trae il nome da kleos (gloria) o da kleiein (celebrare).
TALIA Musa della Commedia, deriva il nome da thallein (fiorire).
ERATO Musa della Poesia lirica e della anacreontica, deriva il nome da Eros (amore). EUTERPE Musa della Musica. Il suo nome significa colei che sa piacere.


POLINNIA Musa della Retorica e dea della Musica vocale. Il suo nome deriva da poly (molto) e Hymnos (inno), oppure da mnasthai (ricordarsi).
CALLIOPE Musa dell'Eloquenza e della Poesia eroica. Il suo nome letteralmente significa bella voce ed è raffigurata con stilo e tavolette in mano.
TERSICORE Musa della Danza. Il suo nome significa che ama la danza.
URANIA Musa dell'Astronomia. Trae nome da Ouranos (cielo) ed è raffigurata come una vergine con in una mano un globo e nell'altra una verga.
MELPOMENE Musa della Tragedia, trae il nome da melpein (cantare).

                                   - "Danza di Apollo con le Muse"Palazzo Pitti-Firenze-




13 settembre 2008

RICAPITOLANDO....DEI E MITI

EFESTO

PROMETEO

EROS

INTI

CHAC MOOL EL DIOS DE LA LLUVIA

IO

CALYPSO

ENKI IL DIO DELL'ACQUA

BENTEN DEA DELL'AMORE

FLORA

HYPNOS DIO DEL SONNO

ARMONIA

MAAT DEA DELLA LEGGE DELL'ORDINE E DELLA GIUSTIZIA

EL DIOS ITZMNA Y DIOSA IXCHEL

LE ORE

LE VALCHIRIE

NARCISO

LE MUSE

AH PUCH EL DIOS DE LA MUERTE

SHEN NUNG

GIANO



"La memoria è tesoro e custode di tutte le cose. "
-Cicerone-


Un saluto affettuoso  e un buon fine settimana a tutti...A presto
-Vulcanochimico-





23 luglio 2008

Dei e Miti....Greci: Narciso

 Narciso nel mito era un bellissimo giovane della Boezia, figlio del dio Cefiso e della ninfa Liriope. Tutti sia uomini sia donne si innamoravano perdutamente di Narciso, tra le spasimanti anche la ninfa Eco che distrutta dal dolore, si rifugiò nei boschi sino a svanire e diventare un’eco distante perché Narciso come per le altre spasimanti non se ne curò. Eco e tutte le giovani e i giovani disprezzati si appellarono ad una vendetta, fu così che Narciso si innamorò della sua stessa immagine riflessa in uno stagno. In una versione si consumò dal dolore e morì disperato; in un’altra si pugnalò a morte per la frustrazione. Dal suo corpo e dal suo sangue nacque un fiore bianco che gli antichi greci chiamavano “narkissos”(probabilmente un tipo di giglio, di iris, ma non quello che chiamiamo oggi narciso).Questo mito ha dato origine alle parole italiane “narciso” e “narcisista”. La relazione esistente tra narciso e un fiore locale, unitamente alla terminazione greca in “issos”, fa presupporre che Narciso fosse un dio o un semi-dio delle popolazioni pre-greche, assorbito nella mitologia greca nel II millennio a.C.


-"Eco e Narciso"-J.W.Waterhouse
Sulla vanità...
"Chi è gravido di vanità partorisce menzogne"

Un saluto affettuoso a tutti...a presto
-Vulcanochimico-





4 marzo 2008

Dei e miti...nordeuropei:"Le Valchirie"



-"The Ride of the Valkyries"W.T.Maud-
Le valchirie erano divinità femminili, erano rappresentate come giovani donne bellissime, munite di corazza ed elmo, cavalcavano, su destrieri bianchi. Durante le battaglie sceglievano i guerrieri più eroici e li accompagnavano nel Valhalla, luogo di raduno dei morti. I guerrieri diventando einherjar, serviranno Odino nel Regnarök, ossia la battaglia finale tra il bene e il male. Gli enherjar con la guida di Odino e delle Valchirie combatteranno per il bene. Tra le maggiori Valchirie vanno ricordate: Sigfrieda, Brunilde, Sigrún, Prúð, Hildr, Sváva.

Sulle note de”La cavalcata delle Valchirie” tratto da “La Valchiria” di Richard Wagner vi giunga il mio saluto




4 dicembre 2007

Dei e Miti...Greci : Le Ore

Il mito delle Ore ha varie interpretazioni.Esiodo nella Teogonia ne indicava tre e simboleggiavano il buon andamento del tempo, delle stagioni, della natura. Erano sorelle delle Moire,figlie di Zeus e Teti e garantivano l’osservanza delle leggi morali,Eunomia rappresentava la legalità,Diche la giustizia e Irene la pace. I lori nomi mutavano secondo le tradizioni del luogo, ad esempio Tallo rappresentava la fioritura delle piante e quindi la primavera, Auso il rigoglio delle piante e perciò l’estate, Carpo la maturità e il frutto delle piante, identificata perciò con l’autunno. Nell'Olimpo avevano funzioni diverse: vegliavano sulle porte della dimora divina, passavano talvolta per aver allevato Era, di cui erano le serve; proprio loro staccarono i cavalli dal suo carro. Erano anche al seguito di Afrodite, allo stesso titolo delle Cariti, e figuravano nel corteo di Dioniso e fra le compagne di giochi di Persefone. Pan, dio dei boschi e delle greggi, amava la loro compagnia. Erano raffigurate come tre ragazze in atteggiamento elegante, mentre tenevano in mano un fiore o una pianta, ma erano considerate come esseri astratti, dalla personalità incerta. I greci ne contarono 10, mentre i romani 12, queste ultime danzavano intorno al Carro del Sole e furono per tale motivo connesse con le suddivisioni del giorno.


Era con la frusta toccò vivamente i cavalli;
e cigolaron da sole le porte del cielo, che l'Ore sorvegliano,
l'Ore, a cui il cielo vasto è confidato e l'Olimpo,
se scostare o calare la densa nube si debba.
Omero , Iliade, V (748 - 751)

La natura e l'uomo...
“La vita assomiglia ad un'effimera vigilia, la lunghezza della vita, per così dire, ad un solo giorno; nel quale, appena dato uno sguardo alla luce, lasciamo la consegna agli altri che sopravverranno"
-Antifonte-
In tema di stagioni segnalo il film di R.Benton "Le stagioni del Cuore"-1984

-Vulcanochimico-




25 agosto 2007

Dei e Miti Sudamericani....El dios Itzamnà y diosa Ixchel

El dios Itzamná, el Señor de los Cielos, la Noche y el Día. Según los códices fue el primer sacerdote, inventor de la escritura y los libros. Itzamná era invocado principalmente para que evitara las calamidades públicas, pues se trataba de un dios benévolo siempre amigo del hombre.   
Ixchel era diosa  del amor, de la gestación,de la luna,las inundaciones,el embarazo,el tejido  y esposa de Itzamnà.

                                                       
 
Itzamnà per i Maya era il dio dei cieli,del giorno e della notte.
Venerato come un dio civilizzatore.A lui,infatti, si attribuiva l'invenzione della scrittura e del libro,l'istituzione dei rituali religiosi e la divisone delle terre e dei confini.
Sua moglie era Ixchel(donna che giace),era la dea della luna,nonchè della fertilità, delle partorienti e della terra era ritenuta anche una divinità malevola perchè considerata la dea delle inondazioni e degli acquazzoni.
-Vulcanochimico-

"La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione
con gli spiriti migliori dei secoli passati"
(Renè Descartes)



 




21 luglio 2007

Dei e Miti...Egizi: Maat

 Maat, Dea della legge, dell'ordine e della giustizia è figlia di Ra, ”Dio Del Sole. E’ giudice del tribunale dell’oltretomba e valuta le azioni terrene dei defunti.
La sua immagine nelle rappresentazioni funebri è spesso posta su un piatto di una bilancia. Gli antichi Egiziani erano consapevoli che la struttura dell'Universo potesse essere mantenuta e sorretta nella sua integrità solo facendo affidamento sull'equilibrio, sull'armoniosa coesistenza dei vari elementi che la compongono, ed  equilibrio,coesione e conservazione, erano riassunte nella parola "ma'at". Maat è rappresentata con un corpo di donna e una piuma di struzzo sul capo, perchè la piuma dello struzzo in Egitto era simbolo di giustizia e di equità; la scelta della piuma di struzzo deriva dal fatto che le penne di struzzo sarebbero tutte della stessa lunghezza. Maat, infatti, utilizzava la piuma quando presiedeva alla pesatura delle anime, come giusto peso nella bilancia del giudizio. La sua piuma era posta su uno dei piatti della bilancia usata per pesare il cuore del defunto durante il giudizio nell'aldilà alla presenza del dio dei morti: Osiride, se il cuore pesava più della piuma, l'anima del defunto era divorata da un mostro a testa di coccodrillo, altrimenti era accolta nei cosiddetti "Campi della Pace".
Maat era la protettrice dei giudici e la sua effigie presiedeva i giudizi
Fu venerata nel tempio di Montu, a Karnak.

"Non si deve giudicare il merito di un uomo dalle sue qualità,
ma dall’uso che sa farne."
(François de la Rochefoucauld )
Un saluto e un buon fine settimana
-Vulcanochimico-


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