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  vulcanochimico [ chi ben comincia .... ]
         


 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



Disclaimer

"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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24 giugno 2014

I Fiori Raccontano...la magia e l'originalità

Il nome scientifico è Hypericum perforatum, appartiene alla famiglia delle Hypericaceae, una delle piante più solari e, infatti, il nome latino significa" padre dell’aurora e del sole" il nome comune è iperico, anche se è meglio conosciuta come “erba di San Giovanni”, "erba scacciadiavoli" , "mille buchi”. È una pianta cespugliosa dalle foglie ovali-lanceolate dotate di numerose ghiandole ricche di oli essenziali, i fiori sono bellissimi di colore giallo oro punteggiati di nero. E’ una pianta officinale che contiene ipericina, vitamina c, olio essenziale chiamato anche “olio rosso, infatti, strofinando i fiori con le dita le colorano di rosso e anche dopo l’essicazione assumono una colorazione ruggine, oltre a resine e altre sostanze che le conferiscono  proprietà antisettiche, sedative, astringenti, cicatrizzanti ecc. e le sue preparazioni devono essere usate sempre sotto stretto controllo del medico. Per queste sue proprietà è stata considerata sin dalla notte dei tempi, pare siano state rilevate tracce sin dal IV secolo a.C., una pianta dalle virtù magiche unitamente al fatto che i fiori rigogliosi fioriscono nel solstizio d’estate e di San Giovanni, ossia il 24 giugno, tradizionalmente notte delle streghe. In questa notte, secondo antiche leggende, tutte le streghe e gli spiriti maligni si danno appuntamento agli incroci delle strade e celebrano riti magici fino all’alba. L’iperico si raccoglie prima che il sole si levi ed ha poteri magici. Si narra che le ragazze da marito raccoglievano  un rametto di iperico e lo appendevano sul letto, se il ramoscello rimaneva fiorito si prospettava la possibilità di un matrimonio riuscito,se al contrario appassiva non avevano la possibilità di maritarsi. In tempi remoti era anche abitudine appenderlo fuori dalle case per scacciare diavoli e malefici, da cui il nome “erba scacciadivoli”.Si racconta che sin dai tempi degli antichi greci,ma anche lo Zar di Russia dotavano l’esercito di olio di iperico per le ferite,per questo motivo è anche chiamato “erba del militare”. L’erba di San Giovanni pare fosse  utilizzata dalle donne durante la prima guerra mondiale ,la indossavano sotto i vestiti sperando di scongiurare violenze sessuali da parte dei nemici. La tradizione cristiana narra una leggenda dove si racconta che l’iperico nacque dal sangue di San Giovanni e che il diavolo voleva distruggere la pianta trafiggendola, ma riuscì solo a perforarla e per questo le foglie appaiono proprio come perforate .Nel linguaggio dei fiori è considerato un vero e proprio talismano, quindi è simbolo di portafortuna. Si assegna anche il significato simbolico della originalità.

-Vulcanochimico-



Sulla originalità...

“Il più stupido di tutti gli errori si ha quando delle teste giovani e buone

credono di perdere la loro originalità riconoscendo il vero

che è già stato riconosciuto da altri.”

-Johann Wolfgang Goethe-




17 giugno 2014

I Fiori Raccontano...La Bellezza durevole

Il limonium sinuatum, comunemente chiamato statice appartiene alla famiglia delle Plumbaginaceae, proviene dall’Africa settentrionale e dall’Europa. E’ una pianta che di norma è coltivata sia per fiori recisi freschi, sia per farli seccare, infatti, i fiori mantengono la splendida brillantezza di colore anche secchi,  si presentano in corimbi di forma conica, al tatto hanno una consistenza cartacea. I colori variano dal viola all’azzurro, dal rosso al rosa, al giallo. La particolarità consiste nel fatto che nel corimbo fiorito si possono trovare cinque - sei fiori di colore bianco. Oltre che per fiori da recidere, lo statice è coltivato per ornare in modo creativo i giardini e dare un meraviglioso tocco cromatico. Nel linguaggio dei fiori proprio perché mantiene, come detto prima, la colorazione anche dopo essere stato seccato,questo fiore simboleggia la bellezza durevole.

Sulla bellezza…

La bellezza interiore non tramonta mai

-Vulcanochimico-






10 giugno 2014

I fiori raccontano...la fortuna, la rinascita

Comunemente conosciuta col nome di falso palissandro, la Jacaranda appartiene alla famiglia delle Bignoniaceae è originaria dell'America centrale e meridionale in particolare proviene dal Brasile, Paraguay e dell'Argentina. La Jacaranda mimosifolia (anche conosciuta come J. Acutifolia) per i suoi rami frondosi ricchi di foglie di color verde brillante e di splendidi fiori setosi dal colore blu-violetto a forma di pannocchia, per il fatto che non abbisogna di cure particolari e per l’abbondante fioritura, è spesso scelta per decorare spazi pubblici quali viali e parchi. La Jacaranda è associata secondo una leggenda del Rio delle Amazzoni alla dea della luna, nota per la sua saggezza, per questo pare che gli alberi di jacaranda siano spesso piantati nei campus universitatri.In particolare in Australia si sono create delle superstizioni accademiche intorno alla jacaranda, così ad esempio si crede che gli studenti avranno fortuna nel superare gli esami se un fiore di Jacaranda cade sulla loro testa, altri invece sostengono che porti sfortuna se cade sulla testa tranne se non si prende con la mano destra. In generale la caduta di fiori di jacaranda sulla testa è considerata  buona fortuna. Nel linguaggio dei fiori sono simbolo di rinascita.

-Vulcanochimico-



Sulla rinascita...

 “Ogni vita volta verso il denaro è una morte. La rinascita è nel disinteresse.”

-Albert Camus-





25 maggio 2014

I Fiori Raccontano...L'Amore

Dicentra spectabilis (dal greco dis" due e "kentron" sperone ossia corolla con due corone) è il nome scientifico appartiene alla famiglia delle papaveraceae, quello comune è Dicentra, ma è conosciuta maggiormente con il nome “Cuore di Maria” proprio perché le corolle di questo fiore sono cuoriformi, fiorisce in Maggio e sovente gli altari della Madonna sono decorati con questo fiore; è anche chiamata per le infiorescenze a forma di cuore e per il significato simbolico" pianta dell’amore".
La Dicentra proviene dall’Asia e dall’America Settentrionale, oltre agli splendidi fiori di colore rosso e rosa la Dicentra Spectabilis nella varietà alba produce dei delicati fiori bianchi, mentre la Dicentra Formosa produce dei bellissimi fiori rosa dall’aspetto carnoso. In florigrafia questo splendido fiore lenisce la tristezza profonda, ripara i cuori spezzati e tutte le questioni di amore non corrisposto


Sull’amore…

"Mantieni coloro che ami vicini a te, dì loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene... prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie", e tutte le parole d'amore che conosci".

G. G. Márquez



Una Buona Domenica e ..Buon Voto!

-Vulcanochimico-




9 aprile 2014

I Fiori Raccontano...La Dolce Speranza

Il crataegus oxyacantha, comunemente chiamato biancospino appartiene alla famiglia delle rosacee, Tra aprile e maggio molti giardini sono istoriati dai candidi fiori di crataegus oxyacantha, L’alberello, che può raggiungere i 500 anni di vita, è dotato di lunghe spine e di un legno durissimo; le foglie, caduche di consistenza coriacea, hanno da tre a cinque lobi  poco profondi e finemente dentati. I fiori, bianchi, talvolta anche rosati, sono raccolti in corimbi semplici composti ed hanno un caratteristico profumo  tendente all' acre.

Molto del suo significato simbolico credo sia racchiuso proprio nella derivazione greca del suo nome, infatti, ”Kratos” significa forza, ”oxus” appuntito e “anthos” che significa, come detto altre volte, fiore. Molte sono le leggende che narrano del biancospino come pianta protettrice in grado di allontanare gli spiriti del male e quindi i malefici; proprio per questo motivo già nell’antica Grecia era utilizzato durante i matrimoni per ornare gli altari come buon auspicio. I romani denominavano il biancospino “albaspina” e lo dedicavano alle dee Flora e Maia, quest’ultima era la dea del mese di maggio che comandava l’illibatezza, pertanto nel mese di maggio non erano celebrate nozze, se ciò accadeva, per placare l’ira della dea Maia si accendevano cinque torce di biancospino. Si usava anche per proteggere i neonati. Nel medioevo era usanza nel mese di maggio portare in piazza un albero di biancospino decorato e si ballava intorno ad esso come augurio di prosperità al paese. Di leggende e di storie sul biancospino ce ne sono molte e molti sono i significati, in florigrafia  i fiori di biancospino sono simbolo di dolce speranza.

Sulla Speranza...

"Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo."

-Giacomo Leopardi-






10 dicembre 2013

I fiori raccontano...Sacralità,Follia,Liberazione

L’elleboro è una pianta  erbacea perenne, che proviene dall’Europa e dall’Asia Minore, appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee e si adatta senza alcun problema anche alle basse temperature. Il nome botanico è Helleborus, vi sono circa venti varietà di questa pianta e tra quelle più note c’è l’helleborus niger chiamata comunemente anche “Rosa di Natale”, i fiori sono bianco-rosato con foglie coriacee palmato-lombate. La particolarità di questo fiore è proprio la sua bellezza invernale e il candore del suo colore. Noto sin dall’antichità per le sue proprietà medicinali, si pensava che fosse un rimedio contro la pazzia, anche se la pianta contiene molte parti velenose.

Una leggenda racconta che un pastore di nome Melampo, che faceva anche il medico e il chiaroveggente, notando che il suo gregge quando si nutriva di elleboro si purgava pensò di utilizzarlo anche per le malattie degli umani. Si narra che proprio il medicamento ricavato da questo fiore avesse guarito dalla pazzia le figlie di Preto, re di Argo che credevano di essere state trasformate in giovenche. Oltre a questa ve ne sono molte altre leggende intorno a questo fiore, una leggenda cristiana e le sue numerose varianti narra che una piccola pastorella molto povera al momento della nascita di Gesù, non osava avvicinarsi alla stalla perché non aveva nessun dono e piangeva disperata. Un angelo intenerito dalle lacrime della piccola si spazzò le vesti di neve e per incanto fece crescere vicino alla mangiatoia splendidi ellebori bianchi simili a delle candide rose che la pastorella raccolse e le portò in dono a Gesù, pertanto l’elleboro fu considerato un fiore e una pianta sacra a Dio. Nel linguaggio dei fiori proprio perché gli antichi greci pensavano che curasse la follia è simbolo del superamento dell’angoscia, liberazione da un dolore ma simboleggia anche lo scandalo e la calunnia.



Sull’ elleboro…

 “Le purgagioni si facciano coll'elleboro: il bianco, il ventre superiore, il nero purga l'inferiore. Sennonché l'elleboro bianco non solo provoca il vomito, ma gli è il potentissimo fra tutti i farmachi vacuativi: non per copia e varietà d'escrementi alla maniera de' cholerosi, né per intenso e violento vomito, quale è quello che è eccitato dalla nausea di mare: non ha né cotesta forza, né cotesta mala qualità; ma invece restituisce i travagliati blandamente in salute, con placido purgamento, e comportevole intensità. Senza dubbio, che quando ogni altra medela sia inutile, in qualunque cronica malattia che abbia già messo profonde radici, cotesto elleboro è l'ancora sacra. È in lui una natura paragonabile a quella della fiamma, e com'essa serpeggia e si diffonde per le interiora.”

(Areteo di Cappadocia)

 

“Bisogna innanzi tutto esaminare se coloro che sono preoccupati da un'idea dominante, sieno tristi o allegri; perché nel primo caso giova purgarli coll'elleboro nero, nel secondo conviene provocare il vomito coll'elleboro bianco, e se ricusano di prenderlo in bevanda si riunisce al pane, perché più facilmente sieno gabbati. Imperocché ove questi rimedii produrranno un'evacuazione abbondante il morbo ne sarà in gran parte alleviato. E però anche se la prima volta l'elleboro avrà poco giovato, bisogna ripeterlo dopo qualche tempo.”

(Aulo Cornelio Celso)


Sulla follia...

Voce confusa con la miseria, l'indigenza e la delinquenza, parola resa muta dal linguaggio razionale della malattia, messaggio stroncato dall'internamento e reso indecifrabile dalla definizione di pericolosità e dalla necessità sociale dell'invalidazione, la follia non viene mai ascoltata per ciò che dice o che vorrebbe dire.

-Franco Basaglia-

 






16 ottobre 2013

I fiori raccontano...Speranza e Solitudine

L’erica,il cui nome deriva dal  nome  greco ereike. È  una pianta proveniente dall’ Europa occidentale e mediterranea e dall’Africa. E’ molto diffusa in Europa sia come pianta selvatica sia come pianta  coltivata tanto  da essere usata nelle composizioni  dei giardini per formare siepi o tappezzare terreni, è usata in vaso negli appartamenti  e anche nei mazzi di fiori. Appartiene alla famiglia delle Ericaceae, vi sono più di 500 specie,  ha un arbusto sempreverde con piccole spighe di fiori a forma di campanule colorate rosso granata o bianche da cui viene ricavato un miele delizioso. L’erica è chiamata l’erba delle streghe perché si narra che le streghe usavano l’erica per entrare in contatto con le fate e gli spiriti della natura, pertanto entra a pieno titolo come protagonista di molte leggende di folletti e streghe. L’erica, infatti, è utilizzata per fare dei portafortuna, per costruire amuleti e talismani Le scope fatte con ramoscelli di erica purificano gli ambienti, inoltre, far bruciare l’erica essiccata in un incensiere dovrebbe servire a tenere lontani gli spiriti maligni e le energie negative. Le moorland britanniche  sono luoghi  tappezzate di erica, questi paesaggi noti come luoghi  misteriosi e selvaggi  hanno fatto da sfondo a molti romanzi quali “Jane Eyre”, “Cime tempestose”, ”Il giardino segreto” solo per citarne alcuni. Il legno delle radici dell’erica arborea è utilizzato per fabbricare pipe e oggetti di legno intagliati. Nel linguaggio dei fiori assume diversi significati nel colore bianco è simbolo di protezione e speranza che i desideri si avverino, invece nel colore rosso granata simboleggia la solitudine.


"Nell'inverno nulla di più tremendo, in estate nulla di più delizioso 

di quelle vallette chiuse tra le colline,

di quei poggi sporgenti ed erti, coperti di erica..."

 

Sulla solitudine…

"La vita è fatta di piccole solitudini." 




30 giugno 2013

I fiori raccontano...la diffidenza,la felicità e la prosperità

La lavanda il cui nome comune deriva dal latino “lavare” perché era utilizzata sin dall’antichità come antisettico, per detergere il corpo oltre che per il suo profumo,appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e comprende una trentina di specie originarie dei Paesi del Mediterraneo. La lavanda è una pianta perenne, sempreverde chenon ha grandi dimensioni, può raggiungere al massimo un metro di altezza, le foglie hanno un bel colore verde-grigio e i fiori sono a forma di spiga e hanno un lungo stelo. Il loro profumo è delicato e varia secondo la specie. Una antica leggenda narra che il suo profumo potesse conquistare gli uomini equindi essere utilizzata per gli incantesimi d’amore, oltre ad assicurare felicità, protezione, purificazione e gioia. Da queste credenze nacque la tradizione popolare di mettere all’interno del corredo della futura sposa spighe di lavanda  proprio augurare felicità e prosperità. In Francia è nota anche una leggenda della fata Lavandula che giustifica la diffusione della lavanda in Provenza:« Una bellissima fata di nome Lavandula nata fra le lande selvagge della montagna di Lure, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri.Lavandula, un giorno, si mise a cercare un bel posto dove andare a vivere e iniziò a sfogliare un libro di paesaggi. Ad un certo punto, si fermò sulla pagina della Provenza e cominciò a piangere alla vista delle povere terre aridee incolte. Ecco allora che tutte le sue lacrime caddero sulla pagina e finirono per macchiarla. Cercando di nascondere il danno fatto, la fata si asciugò i magnifici occhi blu ma provocò ancora più danni, spargendo le gocce di lacrime dappertutto sulla pagina. Disperata, la fata prese un grande pezzo di cielo blu sulla Provenza per dimenticare tutte le macchie. Da quel giorno, la lavanda cresce in quelle terre e le fanciulle bionde di Provenza hanno gli occhi blu con scintille color lavanda, soprattutto quando in estate, al calar della sera,si mettono a guardare il cielo che scende sui campi di lavanda in fiore».I fiori di lavanda a seconda dello scopo per cui saranno utilizzati si raccolgono in tempi e modi diversi, così per utilizzo erboristico si raccolgono all'inizio della fioritura mentre per l'industria cosmetica e per la profumeria nel periodo di massima fioritura.

Dopo la raccolta che deve essere fatta raccogliendo l'infiorescenza con tutto il fusto, si fanno seccare in mazzi appesi a testa in giù, in luoghi ventilati ed ombrosi per evitare che il sole impallidisca il bel colore blu-violaceo. Quando i fiori sono secchi si separa la spiga dal gambo e in genere si conservano in sacchetti di tela o di mussola per profumare la biancheria o essere utilizzati per la preparazione dei pot-pourri per profumare la casa, usanza questa fin dal lontano 1700, i fiori freschi sono invece utilizzati per estrarre gli oli essenziali.In florigrafia la lavanda ha due significati uno legato ai sentimenti e alla felicità,infatti,regalare un ramo di lavanda significa come detto sopra augurarefelicità e proserità,mentre il secondo significato è legato alla diffidenza, in quanto si narra che anticamente la lavanda venisse usata contro i morsi dei serpenti e raccomandavano di strofinarla sulle ferite dopo averla lasciata macerare in acqua. Era pertanto considerata un antidoto, ma si raccontava anche che all'interno dei suoi cespugli i serpenti vi facessero il nido, soprattutto gli aspidi, perciò ci si avvicinava ad essi con grande cautela. Altri attribuiscono il significato di diffidenza per la presenza di un numerose api e calabroni in prossimità della pianta durante la fioritura e di conseguenza della diffidenza e della cautela che bisogna avere quando si raccolgono le spighe fiorite

Sulla diffidenza..

“A gatto che lecca spiedo, non gli fidar arrosto.”

 

 




9 gennaio 2013

I fiori raccontano...il bene,il male,la devozione,la prosperità


L’Alstroemeria conosciuta anche non il nome di  giglio peruviano, giglio degli Incas e  giglio delle Ande è una pianta di origine sud americana,in particolare del Perù e dell’area Andina.La sua denominazione fu data da C.Linneo in onore dell’amico,barone  Klas Von Alstroemer che portò dal Sud America in Europa i semi di questa pianta,anche se la pianta è stata descritta la prima volta dal botanico francese LouisFeuillée.

Questi fiori incantevoli che vagamente somigliano alle orchidee hanno corolle che variano dal bianco al rosa,dal violetto al rosso e al porpora ed in virtù della specie possono avere sullo stesso petalo sfumature di colore diverse impreziosite da striature e puntinature nere oltre a lunghi ciuffi di stami e pistilli. Queste tonalità di colore rendono l’astroemeria un fiore molto ornamentale,tanto che  è stato  protagonista indiscusso di molte cerimonie festose,di riti tribali nelle popolazioni Incas,pertanto eretto a simbolo di vittoria del bene sul male.In florigrafia è anche simbolo di devozione,prosperità e fortuna.In diversi paesi del mondo proprio per la delicatezza,la bellezza dei suoi petali e il significato è scelto come fiore nei bouquet dedicati alla festa della mamma.

-Vulcanochimico-

Sul bene e il male...
"Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva"
-Benjamin Franklin-





31 luglio 2012

I fiori raccontano...L'eleganza,la grazia...



Il Lisianthus fa parte della famiglia delle Gentianaceae,è molto noto anche col nome di Eustoma. E’ un fiore originario del Messico e della parte meridionale degli Stati Uniti,ha una splendida varietà di colori che va dal bianco al violetto,al rosa;la sua fioritura va da maggio fino ad ottobre. Il Lisianthus è un fiore molto utilizzato a scopo ornamentale in vaso,ma anche come fiore reciso, soprattutto perchè essendo graziosamente semplice, è utilizzato nei bouquet da sposa,negli addobbi floreali ed in florigrafia per queste sue peculiarità è eretto a simbolo di eleganza e di grazia.

Sull’eleganza…

"Ricchi si diventa,eleganti si nasce"

-H.deBalzac-




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