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-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
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-Vulcanochimico
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4 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Elena Cornaro Piscopia


Elena Cornaro Piscopia è stata la prima donna a laurearsi nel mondo: conseguì la laurea in filosofia all’Università di Padova il 25 giugno 1678.Elena nacque a Venezia, presso una nobile famiglia, il 5 giugno 1646, quinta figlia di Giovanni Battista Cornaro Piscopia, procuratore di San Marco, cultore delle lettere e delle scienze. Casa Cornaro era un luogo di incontro per dotti e scienziati. Il bisnonno di Elena, Giacomo Alvise, era stato legato a Galileo Galilei da una profonda amicizia; la sua biblioteca, ereditata da Giovanni Battista e frequentata da Elena per i suoi studi, raccoglieva numerose opere scientifiche di ispirazione galileiana. Elena si dedicò quindi alla filosofia,a partire dal 1668, sotto la guida di Carlo Rinaldini, professore all’Università di Padova. Pur convinto sostenitore di Gassendi e Galileo, Rinaldini, conscio del dominio dell’aristotelismo nell’ateneo padovano, orientò la preparazione filosofica di Elena verso un aristotelismo aperto e orientato alla lettura diretta dei fenomeni per interpretare la natura.Di lei così scriveva Carlo Rinaldini dopo averla incontrata«Quivi mentre sfogliavo le opere di Archimede, che stavano sul tavolo, m’imbattei nel teorema dell’applicazione di una retta tirata tra la circonferenza e il diametro [d’una sfera]. Quand’ecco apparire in biblioteca una giovane, bellissima in volto, ben proporzionata nelle membra, di colorito delicato, con il capo maestoso, dignitosa nel tratto, e cominciò a parlare su quel teorema. Restai stupefatto tanto che mi mancò la parola, […]» Suo maestro nello studio della teologia fu invece il frate Felice Rotondi, laureato in teologia e preside degli studi nel convento del suo Ordine a Venezia. Fu proprio quest’ultimo, con l’appoggio di Giovanni Battista Cornaro, a presentare l’allieva al collegio dell’Università di Padova e chiedere la grazia della laurea.Com’era d’uso all’epoca, Elena componeva altresì poesie che era solita accompagnare col canto. Di carattere calmo e riflessivo, molto devota, a soli 11 anni fece voto di castità, diventando suora laica dell’ordine di San Benedetto.Nel 1678, prima donna,ottenne la laurea in filosofia presso l’Università di Padova nel fasto più solenne. In verità, la Cornaro aveva chiesto di poter discutere la laurea in teologia: ma, nonostante il parere favorevole dei teologi dell’Ateneo, la richiesta ebbe il netto rifiuto del cardinale Gregorio Barbarigo, cancelliere dell’Università di Padova e consigliere di papa Innocenzo XI.Il cerimoniale, che si svolse nella cappella della beata Vergine della cattedrale, fu caratterizzato da un lungo corteo, da musica e cori, dalla partecipazione di tutta la nobiltà oltre che di una folla numerosa: ciò connotava l’eccezionalità di un avvenimento unico. L’addottoramento di Elena non ebbe infatti seguito. Pochi mesi dopo, il tentativo di un’altra donna, Carla Gabriella Patin, di ottenere la laurea in filosofia, si scontrò infatti con la dura opposizione dei riformatori dell’Università padovana, che si espressero esplicitamente contro ogni altra laurea femminile Dopo la laurea Elena godette di grande fama e furono numerosi i personaggi illustri che le resero omaggio: nel 1680, per esempio, il cardinale d’Estrèes volle farle visita per verificare la sapienza che le si attribuiva, rimanendone profondamente colpito.Benedetto Bacchini affermava:«Chiunque parlava con lei ne restava ammirato e preso da rispetto. Aveva ingegno versatile, prontissimo nell’apprendere e tenace nel ritenere a memoria. Temperamento calmo, moderato e benevolo, si dedicava a tutto ciò che era conforme all’onestà, la giustizia e il decoro, senza mai pensare neppure minimamente a cose men che dignitose e nobili per una ragazza»Di salute cagionevole e di gracile costituzione, indebolita altresì dal lungo applicarsi agli studi, Elena si spense a soli 38 anni, il 26 luglio 1684. La sua morte fu accompagnata da esequie ed onorificenze solenni. Il feretro, coperto dell’abito benedettino e della mantella d’ermellino, veste dottorale, con in testa due corone, una di gigli per la sua condizione di vergine, l’altra di alloro, fu tumulato nella chiesa padovana di Santa Giustina. Una sua statua venne eretta nel portico di Palazzo del Bo, sede dell’Università a Padova, dove ancora oggi si può ammirare.

E' doveroso ricordare che le notizie su Elena Cornaro Piscopia sono estrapolate dal sito del dipartimento di Filosofia dell'Università di Bologna a firma di M. Focaccia.

-Vulcanochimico-




3 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Bella Achmadulina


Un giorno,dondolando sull'orlo
di tutto ciò che è, avvertii nel corpo
la presenza di un'ombra irreparabile
che spingeva altrove la mia vita.
Nessuno lo sapeva, solo il quaderno
bianco si era accorto che avevo spento
le candele, accese per crear parole:
senza di loro non mi dispiaceva morire.
Soffrivo tanto! Tanto m'avvicinai
alla fine dei tormenti! Non dissi una parola.
Era l'anima, ancora debole,
che cercava un'altra età.
Mi misi a vivere, e vivrò a lungo.
Da quel giorno chiamo tormento
terreno solo ciò che non ho cantato;
il resto lo chiamo beatitudine. 

-Bella Achmadulina -




2 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Cècile Sauvage


Ti ho scritto al chiaro di Luna
Sul tavolinetto ovale,
Con una scrittura pallidissima,
Parole tremolanti,
a pena tinte d'arcobaleno
e che disegnano baci.
Perché per te voglio dei baci
Muti come l'ombra e leggeri
e che ci sia il chiaro di Luna
e il rumore dei rami che poggiano
Su questa pagina staccata.

-Cècile Sauvage-





28 febbraio 2013

Voci di donne,non solo mimose:Blaga Dimitrova


-"L'Assenzio"E.Degas 1875-1876-

Speranza

Abbiamo acquisito esperienza

come l’assenzio in botti piene –

macera fermentato.

Non crediamo all’ovvio.

Non aspettiamo il miracolo.

Non rispondiamo delle nostre parole.

Non ci entusiasmiamo troppo per il futuro.

L’unica nostra speranza:

foriamo le botti,

che sgorghi l’assenzio,

che la terra assorba l’esperienza,

che diventiamo di nuovo bambini.

-Blaga Dimitrova-




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