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7 marzo 2015

Per L'otto marzo Voci di Donne,non solo mimose:Rina Durante

ALLA“GROTTA DELLA POESIA” DI ROCA VECCHIA

Semi siedo sul ciglio
di questa voragine
scavata nei sassi,
se m’affaccio a guardare
nel piccolo specchio d’acqua
del fondo,
e mi metto ad ascoltare
il tonfo del mare,
e sento tra le dita
la grana antica di questa terra,
comprendo che siamo rimasti noi soli
e i pallidi voli
di qualche gabbiano.
Antica “Poesia”,
poesia dimenticata,
la tua voce rimane inascoltata
come la mia.
Mi calo nel tuo fondo
e canto,
tanto
non ci ascolta nessuno,
perché diciamo le stesse cose,
perché abbiamo la stessa voce
antica e triste del passato.

 -Rina Durante,"Il tempo non trascorre invano"-

Ho voluto chiudere questa serie di post dedicati alle Voci delle Donne per la Giornata Internazionale della Donna 2015 con una poesia di una mia conterranea che ha dato lustro alla nostra terra,il Salento.Per chi volesse conoscere Rina Durante può farlo QUI
VOCI DI DONNE 2015:

Francisca Aguirre

Vulcanochimico

Marcela Serrano

Ingeborg Bachmann

Adriana Scarpa

Rina Durante

ALTRE  VOCI DI DONNE  PER L'OTTO MARZO







6 luglio 2012

Poesie...Ai gigli


T'amo come la foglia il suo tremore, 
come il vento la foglia che ne trema, 
come la mia ferita il suo dolore 
e come la tua fronte il suo diadema...

-Oh tessuto di pianti quel diadema 
e d'esistenze dove il pianto muore! 
Ne salverò per me la gemma estrema 
velandola in un canto distruttore?... 
  E foglia e vento e pianto per cantare 
e l'esistenza che si fa memoria, 
e la memoria che si schiude ai gigli

-ai gigli come schiuma nel tuo mare, 
come l'ombra che imbianca la tua storia, 
amore mio che all'ombra rassomigli...
-Vittorio Pagano-





6 luglio 2011

Cartoline dal Salento...Portus Sasinae


PORTO CESAREO

Dove alla selva si dirupa il mare.
dove il mare dirupa in sè l'amore,
dove l'amore finge il mio clamore
e tu rimani estatica a guardare,

 dove tutto s'affida alle lampare
protette dal tuo viso a un ampio errore,
dove la morte è vita che non muore
ed io ne tento invano il limitare,

 dove tu sei, dov'io non sono, dove
siamo e non siamo, amata, per vendette
celestiali, atterrite, in frane e in onde,

è lì che un porto esiguo ci rimuove
dal fregio verecondo che ti dette
la fissità sbranata delle sponde.
-Vittorio Pagano-

Porto Cesareo(Lecce) è conosciuta come l'antica Portus Sasinae, fondata dagli abitanti di Saseno, piccola isola vicino Valona, in Albania.Essi apparvero sulle coste Ioniche prima del V secolo a.C e si fecero conoscere come un intraprendente popolo di pescatori e commercianti.
Sulle rive del paese sbarcarono i Micenei e portarono i manufatti dalla loro patria, in particolare vasi con motivi dipinti. Poi vi si stabilirono i Messapi, i quali, provenendo probabilmente dall'Iliria, l'attuale Albania, si erano stanziati su tutto il territorio pugliese intorno all' VIII secolo a.C.Tale presenza è testimoniata da quattro pilastri di pietra, simboli religiosi, presso i quali venivano fatte offerte alla divinità. Nel periodo Romano, Sasina scomparve, forse distrutta dai Gallipolini, che la vedevano rivale nei traffici pescherecci e che volevano impadronirsi del suo porto. La data precisa della distruzione non risulta documentata, probabilmente è da ascrivere intorno al 200-300 d.C.Qualche secolo dopo, fu riconosciuta e chiamata Cesaria, dai Greci e, pian piano, il piccolo nucleo si espanse. Nel Medioevo la troviamo possedimento di Nardò, più tardi passò nei possedimenti del conte di Lecce, Antonio Orsini.Agli inizi del Novecento fu bonificato integralmente l'entroterra agricolo. Nel 1966 è stata fondata la Stazione di Biologia Marina, acquisita nel 1977 dall'Università di Lecce e gestita, dal 1980, da un comitato di cui fa parte anche il Comune di Porto Cesareo. Dal 1974, un referendum  ha sancito la sua autonomia da Nardò diventando così un comune autonomo.Negli ultimi decenni la sua importanza è cresciuta straordinariamente come mercato ittico e soprattutto come attrezzato insediamento turistico.(fonte nelsalento.com)Importane oltre alla Stazione di Biologia Marina è il Museo Talassografico che contiene una raccolta malacologica, un erbario e rare specie ittiche.

Un saluto e una buona giornata...A presto

-Vulcanochimico-






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