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"Possono raccontarci tante bugie
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ma solo ciò che avviene
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-Vulcanochimico
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6 settembre 2012

Sui cibi e sulle bevande...Rùsciuli (Corbezzoli)


Mentre l’autunno incede non è raro incontrare nell’entroterra della Valle della Cupa nel Salento dove io risiedo,alberi di corbezzoli,nel mio dialetto noti come rùsciuli. Il nome botanico è  Arbutus unedo (= ne mangio uno solo), gli fu dato da Plinio il Vecchio,ma è anche  chiamato ceraso marino o albatro,in particolare i frutti hanno denominazioni dialettali diverse a seconda della regione,così in Liguria è chiamato: armurin, armón, arbussaru o murta,nelle Marche:  ceregia marina o cocomero, in Puglia: mbriachedd, furmeculu, rusciulu, urmeculu o n'anguen, in Sardegna: alidone, olidone, arbòsc, ulioni, ghilisoni, lidone, cariasa, olioni, orioni o mela de lidone, in Sicilia: 'mbriacula, per'i ruggia o 'mbriaccòtt, in Toscana: albatro, in Umbria: lallarone o cerasa marina. Il corbezzolo è una pianta originaria del Bacino del Mediterraneo,costa Atlantica fino l’Irlanda,i romani gli attribuirono poteri magici e tuttora si appende in casa un ramoscello con tre frutti come portafortuna. I frutti sono la bellezza di questa pianta,hanno un colore rosso vivo,dalla scorsa leggermente rugosa e una polpa carnosa di colore giallo. Il sapore è dolce-acidulo e possono essere gustati oltre che al naturale in diversi modi :sotto spirito,con zucchero e limone,preparare confetture,infusi,vini e liquori,decotti ecc.ecc.Il miele prodotto dai fiori di corbezzolo è prelibato e ricercato a causa delle sua scarsa disponibilità ed è un prodotto tipico delle Sardegna,sovente è degustato in abbinamento al formaggio pecorino sardo. I corbezzoli sono anche una importante fonte alimentare per la fauna che vive nelle macchia.Il corbezzolo è stato anche declamato da Virgilio,nell’Eneide nel libroXI si riporta che Pallante,ucciso da Turno era stato adagiato su rami di corbezzolo,anche  Pascoli  scrisse  un’ode :”Al corbezzolo",di seguito ne riporto alcuni versi:

O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;

e ti dà gioia e ti dà forza al volo 

verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;

i bianchi fiori metti quando rosse

hai già le bacche, e ricominci eterno, 
quasi per gli altri ma per te non fosse
l’ozio del verno;

o verde albero italico, il tuo maggio

è nella bruma: s’anche tutto muora,
tu il giovanile gonfalon selvaggio 
spieghi alla bora:

il gonfalone che dal lido estrusco

inalberavi e per i monti enotri,
sui sacri fonti, onde gemea tra il musco
l’acqua negli otri, 

mentre sul poggio i vecchi deiformi

stavano, immersi nel silenzio e torvi
guardando in cielo roteare stormi
neri di corvi.

Pendeva un grave gracidar su capi 

d’auguri assòrti, e presso l’acque intenta 
era al sussurro musico dell’api
qualche Carmenta;

ché allor chiamavi come ancor richiami,

alle tue rosse fragole ed ai bianchi 
tuoi fiori, i corvi, a un tempo, e l’api: sciami,
àlbatro, e branchi.(Leggi tutto)

 In florigrafia alla pianta  è attribuito il significato di stima,mentre i suoi fiori bianchi sono eretti a simbolo di ospitalità.

Per chi volesse cimentarsi nelle confettura di corbezzoli ecco la ricetta:

 1 kg di corbezzoli maturi; 300 gr di zucchero di canna per ogni chilogrammo di polpa;succo e  scorza di limone. Lavare e cuocere i corbezzoli, a fuoco lento per 15-20 minuti circa. Setacciarli in modo da separare i semi dalla polpa,questa operazione potrebbe essere ripetuta più volte per eliminare i semi. Pesare la polpa e amalgamarla con lo zucchero e il succo di limone, aggiungere un bicchiere d’acqua e una  scorzetta di limone tagliata a fettine o grattugiata. Fare cuocere a fuoco lento, mescolando spesso fino a far diventare il composto denso,infine raffreddare e sistematere nei vasetti previamente lavati e sterilizzati.

-Vulcanochimico-





20 giugno 2008

Guardare gli alberi,stare ferma in silenzio e ascoltare il cuore…


(...)"Ogni volta in cui,crescendo,avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste,ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di sé è una delle cose più pericolose che si possa fare. Ogni volta che ti sentirai smarrita,confusa,pensa agli alberi,ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento,mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in ugual misura,devi stare sulle cose e starci sopra ,solo così potrai coprirti di fiori e di frutti. E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere,non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio e ascolta il tuo cuore.
 Quando ti parla, alzati e vai dove lui ti porta."

-tratto da-"Va dove ti porta il cuore"di S.Tamaro pag163 Baldini & Castoldi-
***

Qualche giorno fa dopo aver atteso un saluto, ho ascoltato e seguito il mio cuore…Lungo le stradine tra ”La Valle della Cupa” e “La Terra dei Messapi" l’auto sembrava camminasse da sola, l’odore acre del solfato di rame irrorato sulle vigne investiva l’abitacolo…Ecco il primo incrocio, il cuore in gola e la paura, il senso di colpa, ma dovevo farcela, dovevo superarlo; altre volte vicino "all'incrocio maledetto" sono tornata indietro e ho cambiato tragitto…ma dovevo giungere in quel luogo e l’incrocio superarlo….Giunta nel centro abitato mi sono fermata a guardare una casa dipinta di verde, anche se è un po’ cambiata: un portone è diventato una finestra, ma sul balcone del primo piano ci sono ancora le piante appese, meno rigogliose di un tempo…ma ci sono, come quel ricordo che mi avvolge caldamente…nonostante sia passato tanto tempo, è vivo come il desiderio di tornarci un giorno. Imbocco, per raggiungere la mia dimora, la strada principale e ritorno tra le stradine segnate dall’azzurro del solfato di rame e dai ricordi di primavera e di un agosto con le api ronzanti e pungenti di tanto tempo fa…
-Vulcanochimico-
Un buon fine settimana a tutti...a presto




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