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-Vulcanochimico
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28 agosto 2012

Haiku...Vento d'agosto



In questo giorno
il maestrale cattura
pensieri dubbi

-Vulcanochimico-




10 gennaio 2009

Perle di Saggezza...

 


"Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo. Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle. Il vento, quando è più potente, gira in turbini. Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra. Il sole sorge e tramonta sempre in circolo. La luna fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi. Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima. La vita dell'uomo è un circolo, dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli."

-Alce Nero (Heaka Sapa)-
(1863 - 1950)
-Sioux Oglala-

  Un saluto e un buon fine settimana...
-Vulcanochimico-




15 giugno 2008

A proposito di Spazzatura: Italo Calvino lo aveva previsto...

Vi propongo un articolo di Alfio Tarullo apparso su brindisisera il 5 giugno 2008.L'ho trovato interessante e pieno di spunti di riflessione...
Leonia: una delle città invisibili -di Alfio Tarullo-
Città nascoste, armoniose, rilucenti, tenebrose. In un viaggio immaginario Italo CALVINO descrive città situate nella fantasia, nascoste, armoniose, rilucenti, tenebrose tutte con un nome di donna (Diomira, Isidora, Dorotea, Zaira... ) Ed ecco LEONIA!
Nel 1972 l'ed. Einaudi pubblica "Le città invisibili", uno degli ultimi libri di Italo Calvino.
Non è un romanzo, non è una raccolta di racconti, non è un saggio.
E' la descrizione dei caratteri di varie città immaginarie, e quindi dei loro abitanti, nella loro totalitaria sembianza, senza diversificazioni, città che sembrano essere dislocate nell'est asiatico, nel favolistico mondo del “Milione" di Marco Polo per le esuberanti meraviglie e particolarità, anche confuse con le quali ci si rivelano.
Non sapremmo individuarle nella nostra vecchia e raffinata Europa.
Impressionante la caratterizzazione della città di LEONIA.
Calvino scrive nel 1972 (36 anni fa) lontano dalle problematiche odierne; è l'anno in cui cade il Governo Colombo e il successivo governo monocolore dc di Andreotti non ottiene la fiducia per cui il presidente Leone decreta le elezioni anticipate (per la prima volta nella storia della Repubblica); nell'Irlanda del Nord, a Londonberry, le truppe britanniche aprono il fuoco su una folla di manifestanti per i diritti civili e uccidono 13 persone; il presidente USA Nixon incontra il presidente della Repubblica popolare cinese Mao Tse-tung; ha luogo a Stoccolma la prima conferenza internazionale di ecologia.
Niente lasciava immaginare una Leonia circondata da un immane immondezzaio...


Le città continue di Italo Calvino
La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall'ultimo modello d'apparecchio.Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalla cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove:Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole averci più da pensare.Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede. Fuori della città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste mal tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E' una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immomdezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immomdezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta un barattolo, un vecchio pneumatico, un fisco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo.

C'è da restar sbalorditi nel leggere di Leonia, niente affatto invisibile, che non riesce a respingere oltre i suoi confini le repellenti montagnole circostanti composte dai resti abbandonati della civiltà quotidiana d'uso giornaliero, ed è in attesa di un immane cataclisma…
(a cura di al.tar.)


Un saluto affettuoso a tutti voi e un grazie di cuore al mio amico Alfio....Buona Domenica
-Vulcanochimico-
 




15 aprile 2008

Riflessioni...

Mi aspettavo che vincesse il PDL, ma non mi aspettavo i risultati tanto catastrofici della Sinistra.
A tal propsosito vi segnalo le riflessioni di
Diario_di_Bordo
e  di
Meslier
Un saluto e una buona giornata a tutti con la speranza che riusciremo a costruire un futuro migliore...a presto
-Vulcanochimico-








8 luglio 2007

Sul Tempo...

 
[...]"Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l'unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire."[...]
(Tratto da: -"Lettere a Lucilio"lettera I Seneca-)


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permalink | inviato da vulcanochimico il 8/7/2007 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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