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di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
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-Vulcanochimico
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23 aprile 2017

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:VALENTINA GUIDETTI


Valentina Guidetti nata a Sant’Ilario D’Enza in provincia di Reggio Emilia nel 1922, coraggiosa staffetta partigiana della ventiseiesima Brigata Garibaldi ed era conosciuta col nome di “Nadia”. Quando il suo comando fu attaccato da numerose forze tedesche, andò con temerarietà a chiedere aiuto ad altri partigiani, attraversando una zona pericolosa raggiunse il comando dell’VIII Battaglione, ebbe le istruzioni richieste, nel ritornare al suo distaccamento fu intercettata dai nazisti e fu massacrata a pugnalate in località Ca' Marastoni di Toano (RE).Il suo corpo orrendamente mutilato fu trovato tra i rovi dai suoi compagni di lotta. Oltre alla Medaglia d’argento al valor militare conferitagli il 1°aprile 1945, una via di Sant'Ilario d'Enza porta oggi il suo nome. Un monumento alla resistenza sulla strada che da Quara porta a Cerrè Marabino e riproduce un bassorilievo di bronzo con l’immagine della staffetta “Nadia”Valentina Guidetti.
-Vulcanochimico-




24 aprile 2016

25 APRILE 2016, 71°ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

Che sia un 25 aprile di piena e robusta memoria. Per avere una robusta memoria ,la memoria deve essere coltivata.


Ecco un piccolo esempio delle tante partigiane,che questo blog ha ricordato, che hanno contribuito alla resistenza rischiando e perdendo la vita per la libertà:

RENATA VIGANO'

IRMA BANDIERA

GABRIELLA DEGLI ESPOSTI

CLORINDA MENGUZZATO

INES BEDESCHI

EDERA FRANCESCA DE GIOVANNI

IRMA MARCHIANI

BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE CON UNA POESIA

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue. 
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo 
l’arma e il nome. 
Una donna ci guardava fuggire. 
Uno solo di noi si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto, 
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna 
ci aspetta alle colline. 
-Cesare Pavese (9 novembre 1945)-
-Vulcanochimico-





23 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:IRMA MARCHIANI


"Prigione di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally,
sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto,ora son qui….fra poco non sarò più,muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinchè la libertà trionfasse
Baci e baci dal tuo e vostro
Paggetto                            
Vorrei essere seppellita a Sestola"
Questa è una lettera scritta prima di essere fucilata da Irma Marchiani,partigiana conosciuta col nome di battaglia Anty,nata a Firenze  il 6 febbraio 1911 e fucilata dai nazisti il 26 novembre 1944 a Pavullo nel Frignano (Modena),ricamatrice,modista e pittrice,Medaglia al Valor Militare alla Memoria.Di seguito ciò che è riportato  in breve dall'ANPI

Irma aveva soltanto quattro anni quando i suoi si trasferirono da Firenze a La Spezia. Qui crebbe in una famiglia di antifascisti (il padre ferroviere, con un pretesto, fu licenziato per le sue idee nel 1923, un fratello fu tra gli organizzatori del "Soccorso rosso") e presto dovette lasciare la scuola per contribuire al misero bilancio familiare. Nel1924, infatti, Irma è già al lavoro, dove è apprezzata per le doti che avevano,a scuola, stupito gli insegnanti di disegno. Di salute cagionevole, la ragazzina comincia a recarsi ogni anno per cure sull'Appennino modenese.Conosce quindi bene la zona del Frignano e, quando arriva l'armistizio, non esita a fermarvicisi diventando staffetta delle prime formazioni della resistenza. Da staffetta a partigiana combattente il passo è breve; Anty (questo il suo nome di battaglia), nel maggio del 1944, è nominata vice comandante del Battaglione"Matteotti" della Divisione Garibaldi "Modena". Durante la battaglia di Montefiorino, come ricorda la motivazione della massima ricompensaal valore, "veniva catturata dal nemico nel generoso tentativo di far ricoverare in luogo di cura un compagno gravemente ferito". I tedeschi decidono per Irma Marchiani la deportazione in Germania, ma la giovane donna riesce ad evadere ed a raggiungere la "Matteotti". Con i suoi uomini Anty partecipa coraggiosamente ai combattimenti di Benedello. Catturata dopo questi scontri, fu riconosciuta dai nazifascisti che, alcuni giorni più tardi la fucilarono.

 




12 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:CLORINDA MENGUZZATO

«Quando non potrò più sopportare le vostre torture, mi mozzerò la lingua pur di non parlare»,così rispose ai suoi aguzzini ,dopo le atroci sevizie Clorinda Menguzzato,partigiana italiana,nata a Castel Tesino il 15 ottobre 1914 e morta nel medesimo luogo il 10 ottobre 1944 e medaglia al valor militare.Questo è ciò che riporta l'ANPI su la partigiana Clorinda Menguzzato:

Il suo impegno nella Resistenza, dove era staffetta e infermiera nella Brigata"Gherlanda" della Divisione "Gramsci", durò dal luglio del 1944 all'ottobre dello stesso anno, ma tale era l'impegno che metteva nel mantenere i collegamenti con le formazioni partigiane che operavano nel Trentino che, per motivi di sicurezza, dovette utilizzare in quel breve periodo due diversi nomi di battaglia. Appena ebbe raggiunti – con un fratello, come lei contadino – i partigiani della Brigata, la chiamarono, infatti"Garibaldina", pseudonimo poi diventato "Veglia". Clorinda Menguzzato fu fatta prigioniera durante un vasto rastrellamento che i tedeschi avevano organizzato dopo che i combattenti della "Gherlanda" avevano espugnato la caserma di Castel Tesino, catturando 55 militi fascisti ed alcuni ufficiali tedeschi. Si trattò di un'azione che ebbe vasta risonanza, tanto da essere segnalata da Radio Londra nel bollettino del CLN e da indurre le truppe tedesche ad intervenire in forze nella zona. Dalla cattura di"Veglia" i tedeschi si ripromettevano di individuare con precisione la dislocazione delle basi della guerriglia, ma non ottennero da quella ragazzina nessun'indicazione. La sottoposero a sevizie atroci, la violentarono a ripetizione, la fecero azzannare da cani inferociti, ma "Veglia"non tradì i suoi compagni. Si disse che, ormai ridotta allo stremo, avesse risposto ai suoi aguzzini che l'avrebbero poi fucilata: «Quando non potrò più sopportare le vostre torture, mi mozzerò la lingua pur di non parlare»

Altre informazione  su Clorinda Menguzzato le potete trovare QUI






24 aprile 2015

25 APRILE 1945-25 APRILE 2015 :70° ANNO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA


LA RESISTENZA E LA SUA LUCE

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’ Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce……

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un’alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l’alba nascente fu una luce
fuori dall’eternità dello stile….
Nella storia la giustizia fu coscienza
d’una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.
-Pier Paolo Pasolini-



Cliccare sull'immagine per il programma

Oggi Resistenza è anche dire NO allo scempio della Costituzione repubblicana. La Costituzione donata dalla Resistenza, ha stabilito nelle istituzioni la libertà per scongiurare qualsiasi tentativo di pratica autoritaria.I padri Costituenti hanno posto a garanzia delle libertà dei cittadini la Centralità del Parlamento,limitare questa centralità significa non garantire pienamente i cittadini.

BUON 25 APRILE

BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE

La storia insegna,ma molto spesso ha cattivi scolari...
-Vulcanochimico-








22 aprile 2015

Aspettando il 25 Aprile-Donne della Resistenza:Gabriella Degli Esposti

Nata a Calcara di Crespellano (Bologna) il 1° agosto 1912, fucilata a San Cesario sul Panaro (Modena) il 17 dicembre 1944, coordinatrice partigiana della Quarta Zona con il nome di battaglia di "Balella", Medaglia d'oro al Valor militare alla memoria.

Originaria di una famiglia contadina di idee socialiste, dopo l'8 settembre del 1943 Gabriella - assieme al marito Bruno Reverberi, cascinaio comunista di cui condivideva le idee -aveva trasformato la propria casa in una base della Quarta Zona della Resistenza. La giovane donna aveva anche partecipato ad azioni di sabotaggio e,soprattutto, si era molto impegnata (benché avesse due bambine piccole e fosse in attesa di un terzo figlio), nell'organizzazione dei primi "Gruppi di Difesa della Donna". Fu proprio grazie all'opera di convincimento dei GDD che, nelle giornate del 13 e del 29 luglio del 1944, centinaia di donne scesero in piazza a Castelfranco Emilia per protestare contro la scarsità di alimenti e per manifestare contro la guerra. In quelle occasioni, essendo Gabriella a capo delle manifestazioni, fu minacciata di morte dall'impiegato comunale fascista Reggiani. Per contrastare l'irrobustirsi delle organizzazioni della Resistenza nella zona, nel dicembre del '44 i fascisti locali, in accordo con i tedeschi,sfruttarono le indicazioni di alcuni delatori e, avvalendosi dell'interventodiretto delle SS, attuarono un grande rastrellamento. Nel primo pomeriggio del13 dicembre, Gabriella Degli Esposti è catturata, nella sua stessa casa, da un gruppo di SS comandato dall'ufficiale Schiffmann. Benché incinta, viene prima picchiata sotto gli occhi di Savina (una delle due figlie), poi è minacciata di morte perché non dice dove si trova il marito (uno tra i primi organizzatori del movimento partigiano locale), quindi viene portata via. Il giorno successivo, il 14 dicembre, quattro gruppi di SS, agendo contemporaneamente nelle campagne circostanti e nel paese, arrestano una settantina di persone. I rastrellati sono trasportati nella casa di Enea Boni, in località Corona di Castelfranco. Le SS sono collegate telefonicamente con l'Ostkommandatur di Castelfranco, che si è installato in casa Monti, in via Emilia Ovest. Da casa Boni a casa Monti i tedeschi trasmettono le generalità dei fermati, che spie fasciste si premurano di identificare se considerati antifascisti. Sono questi che vengono trasferiti nei locali dell'"Ammasso canapa" di Castelfranco Emilia. Per alcuni giorni i prigionieri sono sottoposti astringenti interrogatori e a torture. Il 17 dicembre, Gabriella Degli Esposti e nove suoi compagni di martirio sono trasportati sul greto del Panaro a San Cesario e uccisi (i corpi di altri due vennero trovati in un'altra località).Prima di essere fucilata, Gabriella era stata seviziata orrendamente. Il suo cadavere viene ritrovato privo degli occhi, con il ventre squarciato e i senitagliati. Il supplizio di Gabriella, che è stata proclamata Eroina della Resistenza, induce molte donne della zona a raggiungere i partigiani. È così che si costituisce il distaccamento femminile "Gabriella DegliEsposti", forse l'unica formazione partigiana formata esclusivamente da donne.

La motivazione della Medaglia d'oro concessa a Gabriella Degli Esposti Reverberi dice: "Due tenere figliolette,l'attesa di una terza, non le impedirono di dedicarsi con tutto lo slancio della sua bella anima alla guerra di liberazione. In quindici mesi di lotta senza quartiere si dimostrava instancabile ed audacissima combattente, facendo della sua casa una base avanzata delle formazioni partigiane, eseguendo personalmente numerosi atti di sabotaggio e contribuendo alacremente alla diffusione della stampa clandestina. Accortasi di un rastrellamento, riusciva ad allontanare gli sgherri dalla propria casa per breve tempo e, incurante della propria salvezza, metteva al sicuro le figliole ed occultava armi e documenti compromettenti. Catturata, fu sottoposta alle torture più atroci per indurla a parlare, le furono strappati i seni e cavati gli occhi, ma ella resistette imperterrita allo strazio atroce senza dir motto. Dopo dura prigionia, con le carni straziate, ma non piegata nello spirito fiero, dopo aver assistito all'esecuzione di dieci suoi compagni, affrontava il plotone di esecuzione con il sorriso sulle labbra e cadeva invocando un'ultima volta l'Italia adorata. Leggendaria figura di eroina e di martire."

Il 22 aprile 2006, sul greto del Panaro, in località Ca'nova di San Cesario - dove furono ritrovati i corpi di Gabriella Degli Esposti e dei suoi compagni di lotta e di martirio - è stato inaugurato un monumento, realizzato con una pietra tipica della zona dai ragazzi dell'Istituto "Pacinotti" di San Cesario sul Panaro.

I giornalisti tedeschi Udo Guempel e René Althammer hanno realizzato un filmato dedicato alla ricerca dei colpevoli dell'uccisione di Gabriella: http://www.rbb-online.de/kontraste/ueber_den_tag_hinaus/diktaturen/ss_verbrecher_unbehelligt.html (fonte ANPI)

25 Aprile 2015
Io non dimentico
-Vulcanochimico-




24 aprile 2013

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE:RIDIAMO OSSIGENO ALLA DEMOCRAZIA



BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE
-Vulcanochimico-




25 aprile 2012

Il 25 Aprile:Anniversario della Liberazione dell'Italia,che sia una festa senza dimenticare...




24 aprile 2010

Il 25 Aprile:Festa Della Liberazione d'Italia...


-Cliccare sull'immagine per ascoltare i canti partigiani-

Compagni fratelli Cervi

Sette fratelli come sette olmi,

alti robusti come una piantata.

I poeti non sanno i loro nomi,

si sono chiusi a doppia mandata:

sul loro cuore si ammucchia la polvere

e ci vanno i pulcini a razzolare.

I libri di scuola si tappano le orecchie.

Quei sette nomi scritti con il fuoco

brucerebbero le paginette

dove dormono imbalsamate

le vecchie favolette

approvate dal ministero.

Ma tu mio popolo, tu che la polvere

ti scuoti di dosso

per camminare leggero,

tu che nel cuore lasci entrare il vento

e non temi che sbattano le imposte,

piantali nel tuo cuore

i loro nomi come sette olmi:

Gelindo,

Antenore,

Aldo,

Ovidio,

Ferdinando,

Agostino,

Ettore?

Nessuno avrà un più bel libro di storia,

il tuo sangue sarà il loro poeta

dalle vive parole,

con te crescerà

la loro leggenda

come cresce una vigna d'Emilia

aggrappata ai suoi olmi

con i grappoli colmi

di sole.

-Gianni Rodari-

(1955)

LA STORIA DELLA FAMIGLIA CERVI


Qualcuno non conosceva la storia di Papà Cervi....Buon 25 Aprile!
-Vulcanochimico-




9 marzo 2008

RIVEDIAMOLO....Berlusconi e "Papà Cervi"...Non so se ridere o piangere pensando al suo ritorno...


Alcide Cervi noto come "Papà Cervi"(6 maggio 1875- 27 marzo 1970) è stato il simbolo,insieme ai sette figli della Resistenza Italiana al nazifascismo.
"Mi hanno sempre detto... tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta... la figura è bella e qualche volta piango... ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell'uomo."
-Alcide Cervi-
Vi segnalo il libro scritto da Alcide Cervi e Renato Nicolai con la prefazione di Sandro Pertini Ed.Riuniti "I miei sette figli"

Vi saluto e vi auguro un buon inizio di settimana con una citazione tratta dal libro:
Dopo un raccolto ne viene sempre un altro, andiamo avanti...
-Vulcanochimico-



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