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di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
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-Vulcanochimico
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4 marzo 2017

VOCI DI DONNE NON SOLO MIMOSE...CHRISTINE DE PISAN

Sono sola, e sola voglio rimanere.
Sono sola, mi ha lasciata il mio dolce amico;
sono sola, senza compagno né maestro,
sono sola, dolente e triste,
sono sola, a languire sofferente,
sono sola, smarrita come nessuna,
sono sola, rimasta senz’ amico.
Sono sola, alla porta o alla finestra,
sono sola, nascosta in un angolo,
sono sola, mi nutro di lacrime,
sono sola, dolente o quieta,
sono sola, non c’è nulla di più triste,
sono sola, chiusa nella mia stanza,
sono sola, rimasta senz’amico
Sono sola, dovunque e ovunque io sia;
sono sola, che io vada o che rimanga,
sono sola, più d'ogni altra creatura della terra
sono sola, abbandonata da tutti,
sono sola, duramente umiliata,
sono sola, sovente tutta in lacrime,
sono sola, senza più amico.
Principi, iniziata è ora la mia pena:
sono sola, minacciata dal dolore,
sono sola, più nera del nero,
sono sola, senza più amico, abbandonata.

-Christine de Pisan-

Un fiore per Christine de Pisan





7 marzo 2015

Per L'otto marzo Voci di Donne,non solo mimose:Rina Durante

ALLA“GROTTA DELLA POESIA” DI ROCA VECCHIA

Semi siedo sul ciglio
di questa voragine
scavata nei sassi,
se m’affaccio a guardare
nel piccolo specchio d’acqua
del fondo,
e mi metto ad ascoltare
il tonfo del mare,
e sento tra le dita
la grana antica di questa terra,
comprendo che siamo rimasti noi soli
e i pallidi voli
di qualche gabbiano.
Antica “Poesia”,
poesia dimenticata,
la tua voce rimane inascoltata
come la mia.
Mi calo nel tuo fondo
e canto,
tanto
non ci ascolta nessuno,
perché diciamo le stesse cose,
perché abbiamo la stessa voce
antica e triste del passato.

 -Rina Durante,"Il tempo non trascorre invano"-

Ho voluto chiudere questa serie di post dedicati alle Voci delle Donne per la Giornata Internazionale della Donna 2015 con una poesia di una mia conterranea che ha dato lustro alla nostra terra,il Salento.Per chi volesse conoscere Rina Durante può farlo QUI
VOCI DI DONNE 2015:

Francisca Aguirre

Vulcanochimico

Marcela Serrano

Ingeborg Bachmann

Adriana Scarpa

Rina Durante

ALTRE  VOCI DI DONNE  PER L'OTTO MARZO







5 marzo 2014

Voci di Donne,non solo mimose:Marina Ivanovna Cvetaeva

Alla mia povera fragilità
guardi senza sprecar parole.
Tu sei di pietra, ma io canto.
Tu sei un monumento, ma io volo.
Io so che il più tenero maggio
all'occhio dell'Eternità è nulla.
Ma io sono un uccello e non incolparmi
se una facile legge m'è imposta.
-Marina Ivanovna Cvetaeva-




26 febbraio 2014

Voci di Donne,non solo mimose:Antonella Anedda

Paesaggio

Mi avvicinai a un ramo carico di neve
Dove uno dei corvi piegava sotto le zampe il legno.
Diventai quel dondolio di grigio e nero.
E quel diverso verde (misto di salvia e gelo)
Che avanzava con un tocco di livore sulle nubi.

Vidi me stessa dentro quel purgatorio.
Tutto era paesaggio. La rabbia: un tumulo.
L’incertezza – a mucchi: una collina.
Il disamore: alberi con ombre intirizzite.

“Osserva” disse l’ombra nel cespuglio più vicino,
“la nebbia inghiotte il tuo dolore.
Impara nel tuo spazio mortale
Imparando si sfiora il paradiso.”

Sì, risposi e la luce diminuì l’ira del mattino
Divise il mio corpo dal rancore
Impose alle ombre di tacere.
E un tagliante azzurro prese – era già paradiso?
Il posto del paesaggio, della prima persona
.
-A.Anedda-


Anche quest'anno questo blog intende celebrare, come ormai consuetudine,la Giornata Internazionale della Donna che ricorre l'otto di marzo, con "VOCI DI DONNE" e non solo mimose nel tentativo di mantenere il significato di questa giornata  e scongiurare  l'abuso consumistico.

-Vulcanochimico-




6 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Gioconda Belli


-R.Johnson-

Regole del gioco per gli uomini che vogliano amare donne donne

I
L’uomo che mi ami
dovrà saper aprire il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quello che si annida in me,
la rondine trasparente della tenerezza.
II
L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una mercanzia,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco
con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.
III
L’amore dell’uomo che mi ami
sarà forte come gli alberi di ceibo,
protettivo e sicuro come quelli,
limpido come una mattina di dicembre.
IV
L’uomo che mi ami
non dubiterà del mio sorriso
né temerà l’abbondanza dei miei capelli,
rispetterà la tristezza, il silenzio
e con carezze toccherà il mio ventre come chitarra
perché sgorghi musica ed allegria
dal profondo del mio corpo.
V
L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove nuotare
senza paura a che l’ancora del compromesso
gli impedisca di volare quando gli succeda d’essere uccello.
VI
L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo posto al futuro.
VII
Però, sopra ogni cosa,
L’uomo che mi ami
dovrà amare il popolo
non come una parola astratta
estratta dalla manica,
ma come qualcosa di reale, concreto,
al quale rendere omaggio con azioni
e dare la vita se è necessario.
VIII
L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio viso nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre spariamo insieme
contro il nemico.
IX
L’amore del mio uomo
non conoscerà la paura del darsi,
né temerà scoprirsi alla magia dell’innamoramento
in una piazza piena di gente.
Potrà gridare - ti amo -
o mettere striscioni dall’alto delle case
proclamando il suo diritto a sentire
il più bello e umano dei sentimenti.
X
L’amore del mio uomo
non fuggirà dalle cucine,
né dai panni del figlio,
sarà come un vento fresco
portando via tra le nubi del sogno e del passato,
le debolezze che, per secoli, ci hanno tenuti separati
come esseri di distinta statura.
XI
L’amore del mio uomo
non vorrà definirmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.
-Gioconda Belli-





4 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Elena Cornaro Piscopia


Elena Cornaro Piscopia è stata la prima donna a laurearsi nel mondo: conseguì la laurea in filosofia all’Università di Padova il 25 giugno 1678.Elena nacque a Venezia, presso una nobile famiglia, il 5 giugno 1646, quinta figlia di Giovanni Battista Cornaro Piscopia, procuratore di San Marco, cultore delle lettere e delle scienze. Casa Cornaro era un luogo di incontro per dotti e scienziati. Il bisnonno di Elena, Giacomo Alvise, era stato legato a Galileo Galilei da una profonda amicizia; la sua biblioteca, ereditata da Giovanni Battista e frequentata da Elena per i suoi studi, raccoglieva numerose opere scientifiche di ispirazione galileiana. Elena si dedicò quindi alla filosofia,a partire dal 1668, sotto la guida di Carlo Rinaldini, professore all’Università di Padova. Pur convinto sostenitore di Gassendi e Galileo, Rinaldini, conscio del dominio dell’aristotelismo nell’ateneo padovano, orientò la preparazione filosofica di Elena verso un aristotelismo aperto e orientato alla lettura diretta dei fenomeni per interpretare la natura.Di lei così scriveva Carlo Rinaldini dopo averla incontrata«Quivi mentre sfogliavo le opere di Archimede, che stavano sul tavolo, m’imbattei nel teorema dell’applicazione di una retta tirata tra la circonferenza e il diametro [d’una sfera]. Quand’ecco apparire in biblioteca una giovane, bellissima in volto, ben proporzionata nelle membra, di colorito delicato, con il capo maestoso, dignitosa nel tratto, e cominciò a parlare su quel teorema. Restai stupefatto tanto che mi mancò la parola, […]» Suo maestro nello studio della teologia fu invece il frate Felice Rotondi, laureato in teologia e preside degli studi nel convento del suo Ordine a Venezia. Fu proprio quest’ultimo, con l’appoggio di Giovanni Battista Cornaro, a presentare l’allieva al collegio dell’Università di Padova e chiedere la grazia della laurea.Com’era d’uso all’epoca, Elena componeva altresì poesie che era solita accompagnare col canto. Di carattere calmo e riflessivo, molto devota, a soli 11 anni fece voto di castità, diventando suora laica dell’ordine di San Benedetto.Nel 1678, prima donna,ottenne la laurea in filosofia presso l’Università di Padova nel fasto più solenne. In verità, la Cornaro aveva chiesto di poter discutere la laurea in teologia: ma, nonostante il parere favorevole dei teologi dell’Ateneo, la richiesta ebbe il netto rifiuto del cardinale Gregorio Barbarigo, cancelliere dell’Università di Padova e consigliere di papa Innocenzo XI.Il cerimoniale, che si svolse nella cappella della beata Vergine della cattedrale, fu caratterizzato da un lungo corteo, da musica e cori, dalla partecipazione di tutta la nobiltà oltre che di una folla numerosa: ciò connotava l’eccezionalità di un avvenimento unico. L’addottoramento di Elena non ebbe infatti seguito. Pochi mesi dopo, il tentativo di un’altra donna, Carla Gabriella Patin, di ottenere la laurea in filosofia, si scontrò infatti con la dura opposizione dei riformatori dell’Università padovana, che si espressero esplicitamente contro ogni altra laurea femminile Dopo la laurea Elena godette di grande fama e furono numerosi i personaggi illustri che le resero omaggio: nel 1680, per esempio, il cardinale d’Estrèes volle farle visita per verificare la sapienza che le si attribuiva, rimanendone profondamente colpito.Benedetto Bacchini affermava:«Chiunque parlava con lei ne restava ammirato e preso da rispetto. Aveva ingegno versatile, prontissimo nell’apprendere e tenace nel ritenere a memoria. Temperamento calmo, moderato e benevolo, si dedicava a tutto ciò che era conforme all’onestà, la giustizia e il decoro, senza mai pensare neppure minimamente a cose men che dignitose e nobili per una ragazza»Di salute cagionevole e di gracile costituzione, indebolita altresì dal lungo applicarsi agli studi, Elena si spense a soli 38 anni, il 26 luglio 1684. La sua morte fu accompagnata da esequie ed onorificenze solenni. Il feretro, coperto dell’abito benedettino e della mantella d’ermellino, veste dottorale, con in testa due corone, una di gigli per la sua condizione di vergine, l’altra di alloro, fu tumulato nella chiesa padovana di Santa Giustina. Una sua statua venne eretta nel portico di Palazzo del Bo, sede dell’Università a Padova, dove ancora oggi si può ammirare.

E' doveroso ricordare che le notizie su Elena Cornaro Piscopia sono estrapolate dal sito del dipartimento di Filosofia dell'Università di Bologna a firma di M. Focaccia.

-Vulcanochimico-




7 marzo 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Anna Achmatova


Sapevo che tu mi sognavi.
Perciò non potevo dormire,
azzurrina la fiamma d'un fanale
m'indicava la via.
Tu vedevi il giardini della Zarina,
il favoloso palazzo bianco
e il nero disegno dei cancelli
presso le logge di pietra sonora.
Camminavi ignorando la strada
e pensavi: "Più presto, più presto!
Purché io la trovi, purché
io non mi svegli, prima dell'incontro".
Ma la guardia d'onore
ti gridò: "Dove vai?".
Il ghiaccio si fendeva, scricchiolando,
l'acqua era nera sotto i piedi.
"Questo è il lago -pensavi-
"e sul lago c'è un isolotto...".
D'un tratto sul buio fondo
brillò una fiammella azzurrina.
Nella luce avara del mattino
gemendo ti svegliasti,
e per la prima volta
mi chiamasti per nome.
-Anna Achmatova-




6 marzo 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Blaga Dimitrova


-J.Vettriano-
Abbraccio
Cuore nel cuore. E respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.

Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.

La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l'infinito intero del mondo.
-Blaga Dimitrova-





5 marzo 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Adélia Prado


-"Il balcone sul mare"A.Sughi-

Matrimonio

Ci sono mogli che dicono:
Mio marito, se vuole pescare, che peschi
ma i pesci poi se li pulisca.
Io no . A qualsiasi ora della notte mi alzo,
lo aiuto a squamare, aprire, tagliare e salare.
E' così bello, noi due da soli in cucina,
ogni tanto i gomiti si toccano
lui dice cose come: "Questo è stato difficile"
"Brillava nell' aria con colpi di coda"
e fa il gesto con la mano.
Il silenzio della prima volta che ci siamo visti
attraversa la cucina come un fiume profondo.
Alla fine, i pesci nella teglia,
andiamo a dormire.
Cose argentee guizzano:
siamo sposo e sposa.
-Adélia Prado-


Insegnamento
Mia madre trovava lo studio
la cosa più fine del mondo.
Non lo è.
La cosa più fine del mondo è il sentimento.
Quel giorno di notte, papà che faceva la nottata,
lei mi disse:
"Poveraccio, fino a quest'ora al lavoro pesante."
Sistemò pane e caffè, lasciò la pentola sul fuoco con acqua calda.
Non mi parlò d'amore.
Questa parola di lusso.
-Adélia Prado
-






4 marzo 2012

Voci di Donne,non solo mimose:Erika Burkart



Senza respiro

Solo per un attimo
bussando
al tuo cuore
chiamo a raccolta
tutte le parole
che riesco a trovare
sul ciglio della strada.
Tutte le parole
ciottoli levigati
sotto le nostre lingue.
Li lascio cadere
lungo il cammino
per ritrovare la strada
che mi riporta a casa.
-Erika Burkart-






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