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"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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7 agosto 2013

Poesie...Ricordi poetici

Ninetta, la poesia

(d'estate) è un pappagallo

dalle penne oro e verdi e la mania

di contraddire.

Così mentre tu sogni

d'arrivare in Versilia

in regola, coi pantaloni gialli,

io penso a un viaggio di sei anni fa.

Ballava la Olivetti

la bombola del gas

sopra il sedile posteriore, il trucco

troppo forte ti sbilanciava il viso -

poi l'ulivo e un paese

dove moriva il giorno

come un gran gallo suicida

sulle terrazze.

-V.Bodini,”Serie stazzamese”-




3 maggio 2009

Dei e Miti...Le Muse

 Le muse erano delle dee greche della poesia, della musica, della danza e delle arti in generale.La parola musa deriva dal greco “mousa” è collegata a mousike “musica”.Erano figlie di Zeus e di Mnemosine,ossia il dio dell’ordine universale e della dea della Memoria e questa è sicuramente una metafora per indicare quanto nella tecnica tradizionale della composizione orale,prima della diffusione della scrittura,ci si affidasse al ritmo del verso e della memoria del cantore.Le Muse insieme o individualmente,si pensava ispirassero il canto e la poesia umana. L’Odissea di Omero,scritta circa nel 750 a.C.si apre con un appello ad una musa non specificata,perché aiuti il poeta a cantare il suo soggetto:

Musa, quell'uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d'Ilion le sacre torri ...

Nel suo poema epico,”La Tegonia”Esiodo descrive come le muse lo avessero avvicinato sul monte Elicona in Boezia e gli avessero infuso il dono del canto

<<Cominci il canto mio dalle Muse Elicònie, che sopra
l'eccelse d'Elicóna santissime vette han soggiorno,
e con i molli pie' d'intorno alla cerula fonte
danzano, intorno all'ara del figlio possente di Crono.
Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra,
o d'Ippocrène nell'acque, oppur del santissimo Olmèo,
intreccian d'Elicona sui vertici sommi, carole
agili, grazïose: ch'è grande virtú nei lor piedi.(…)
(…)Quelle che il canto bello d'Esiodo ispirarono un giorno,
mentr'egli pasturava le greggi sul santo Elicona,
quelle medesime Dive narrarono a me ciò ch'io narro,
le Muse Olimpie, figlie di Giove, dell'ègida sire.(…)>>

Esiodo fu il primo ad enumerarle,fissandone il numero e il nome,ma solo in seguito si assegnò a ciascuna una funzione distinta. Le nove muse :

CLIO Musa della Storia, trae il nome da kleos (gloria) o da kleiein (celebrare).
TALIA Musa della Commedia, deriva il nome da thallein (fiorire).
ERATO Musa della Poesia lirica e della anacreontica, deriva il nome da Eros (amore). EUTERPE Musa della Musica. Il suo nome significa colei che sa piacere.


POLINNIA Musa della Retorica e dea della Musica vocale. Il suo nome deriva da poly (molto) e Hymnos (inno), oppure da mnasthai (ricordarsi).
CALLIOPE Musa dell'Eloquenza e della Poesia eroica. Il suo nome letteralmente significa bella voce ed è raffigurata con stilo e tavolette in mano.
TERSICORE Musa della Danza. Il suo nome significa che ama la danza.
URANIA Musa dell'Astronomia. Trae nome da Ouranos (cielo) ed è raffigurata come una vergine con in una mano un globo e nell'altra una verga.
MELPOMENE Musa della Tragedia, trae il nome da melpein (cantare).

                                   - "Danza di Apollo con le Muse"Palazzo Pitti-Firenze-




30 agosto 2007

Ordinanze Comunali...




14 agosto 2007

Poesie....Emozioni di Donne



L'alba

S'apre una pagina d'ambra
nel cielo, all'orlo del monte;
fioca sul nero orizzonte
l'ultima stella sparì.
E già per l'erto pineto
brucando il gregge si sperde,
piccoli punti fra il verde,
fiocchi di bianco qua e là...
Fremiti di fogli e d'acque
par che si sveglino a pena,
via via la luce s'insena
lenta nel bosco là giù.
L'ombra riprese i fantasmi
e riaccostò le sue porte;
di là, il silenzio, la morte,
il giorno dolce di qua;
il giorno, ch'e' fra due notti,
come la vita nel nulla
che nel mistero ci culla;
un sogno anch'esso e non più.
-Luisa Giaconi-

 

Luisa Giaconi, poetessa di nobili origini, nacque a Firenze nel 1870 e morì a soli trentotto anni a Fiesole nel 1908. Si diplomò all’Accademia di Belle Arti e si guadagnò da vivere dipingendo e riproducendo quadri su commissione. Le sue poesie risentono del simbolismo francese e della poetica pascoliana, infatti,hanno una natura simbolista. La sua unica raccolta di poesia “Tebaide” fu pubblicata postuma nel 1908.
                                                         -Vulcanochimico-



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