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ma solo ciò che avviene
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24 aprile 2016

25 APRILE 2016, 71°ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

Che sia un 25 aprile di piena e robusta memoria. Per avere una robusta memoria ,la memoria deve essere coltivata.


Ecco un piccolo esempio delle tante partigiane,che questo blog ha ricordato, che hanno contribuito alla resistenza rischiando e perdendo la vita per la libertà:

RENATA VIGANO'

IRMA BANDIERA

GABRIELLA DEGLI ESPOSTI

CLORINDA MENGUZZATO

INES BEDESCHI

EDERA FRANCESCA DE GIOVANNI

IRMA MARCHIANI

BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE CON UNA POESIA

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue. 
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo 
l’arma e il nome. 
Una donna ci guardava fuggire. 
Uno solo di noi si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto, 
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna 
ci aspetta alle colline. 
-Cesare Pavese (9 novembre 1945)-
-Vulcanochimico-





23 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:IRMA MARCHIANI


"Prigione di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally,
sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno. Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto,ora son qui….fra poco non sarò più,muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinchè la libertà trionfasse
Baci e baci dal tuo e vostro
Paggetto                            
Vorrei essere seppellita a Sestola"
Questa è una lettera scritta prima di essere fucilata da Irma Marchiani,partigiana conosciuta col nome di battaglia Anty,nata a Firenze  il 6 febbraio 1911 e fucilata dai nazisti il 26 novembre 1944 a Pavullo nel Frignano (Modena),ricamatrice,modista e pittrice,Medaglia al Valor Militare alla Memoria.Di seguito ciò che è riportato  in breve dall'ANPI

Irma aveva soltanto quattro anni quando i suoi si trasferirono da Firenze a La Spezia. Qui crebbe in una famiglia di antifascisti (il padre ferroviere, con un pretesto, fu licenziato per le sue idee nel 1923, un fratello fu tra gli organizzatori del "Soccorso rosso") e presto dovette lasciare la scuola per contribuire al misero bilancio familiare. Nel1924, infatti, Irma è già al lavoro, dove è apprezzata per le doti che avevano,a scuola, stupito gli insegnanti di disegno. Di salute cagionevole, la ragazzina comincia a recarsi ogni anno per cure sull'Appennino modenese.Conosce quindi bene la zona del Frignano e, quando arriva l'armistizio, non esita a fermarvicisi diventando staffetta delle prime formazioni della resistenza. Da staffetta a partigiana combattente il passo è breve; Anty (questo il suo nome di battaglia), nel maggio del 1944, è nominata vice comandante del Battaglione"Matteotti" della Divisione Garibaldi "Modena". Durante la battaglia di Montefiorino, come ricorda la motivazione della massima ricompensaal valore, "veniva catturata dal nemico nel generoso tentativo di far ricoverare in luogo di cura un compagno gravemente ferito". I tedeschi decidono per Irma Marchiani la deportazione in Germania, ma la giovane donna riesce ad evadere ed a raggiungere la "Matteotti". Con i suoi uomini Anty partecipa coraggiosamente ai combattimenti di Benedello. Catturata dopo questi scontri, fu riconosciuta dai nazifascisti che, alcuni giorni più tardi la fucilarono.

 




20 aprile 2016

ASPETTANDO IL 25 APRILE-DONNE DELLA RESISTENZA:EDERA FRANCESCA DE GIOVANNI


Tremate. Anche una ragazza vi fa paura!”Così gridò ai suoi carnefici prima di fucilarla Edera Francesca De Giovanni,nata a Monterenzio in provincia di Bologna il 17 luglio del 1923 e fucilata a Bologna l'1 aprile 1944.

 Edera era cresciuta in una famiglia di antifascisti e antifascista era rimasta, anche quando era andata a servizio presso una facoltosa famiglia bolognese. Con il fascismo ancora imperante, non aveva esitato a polemizzare pubblicamente con un gerarca del suo paese di origine;ciò le valse venti giorni di carcere.
Caduto Mussolini, prima ancora che la Resistenza si organizzasse, con altri giovani di Monterenzio impose, alle autorità del paese, che il grano ammassato nei depositi fosse distribuito alla popolazione. Dopo poco tempo, Edera divenne un'attiva organizzatrice dei gruppi di partigiani che, su suo impulso,avrebbero costituito la 36a Brigata Garibaldi.
Il 30 marzo del 1944, durante un'azione di prelevamento di armi effettuata nel centro di Bologna con altri partigiani, Edera fu catturata dalla polizia che era stata avvertita da un delatore. Torturata per un giorno intero, la ragazza non si lasciò sfuggire la più piccola informazione e all'alba del 1° aprile fu fucilata contro il muro di cinta del Cimitero in via della Certosa.
Prima che i suoi carnefici sparassero, Edera gli gridò: “Tremate. Anche una ragazza vi fa paura!”. Con la De Giovanni caddero il suo compagno, Egon Brass e i partigiani Ettore Zaniboni,enrico Foscardi,Attilio Diolaiti e Ferdinando Grilli(fonte ANPI)

A Monterenzio è stata intitolata una via e una scuola d'infanzia a Bologna a suo nome.E' sepolta nel monumento ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordata nel Sacrario di Piazza Nettuno e nel Monumento alle Cadute Partigiane a Villa Spada.




22 aprile 2015

Aspettando il 25 Aprile-Donne della Resistenza:Gabriella Degli Esposti

Nata a Calcara di Crespellano (Bologna) il 1° agosto 1912, fucilata a San Cesario sul Panaro (Modena) il 17 dicembre 1944, coordinatrice partigiana della Quarta Zona con il nome di battaglia di "Balella", Medaglia d'oro al Valor militare alla memoria.

Originaria di una famiglia contadina di idee socialiste, dopo l'8 settembre del 1943 Gabriella - assieme al marito Bruno Reverberi, cascinaio comunista di cui condivideva le idee -aveva trasformato la propria casa in una base della Quarta Zona della Resistenza. La giovane donna aveva anche partecipato ad azioni di sabotaggio e,soprattutto, si era molto impegnata (benché avesse due bambine piccole e fosse in attesa di un terzo figlio), nell'organizzazione dei primi "Gruppi di Difesa della Donna". Fu proprio grazie all'opera di convincimento dei GDD che, nelle giornate del 13 e del 29 luglio del 1944, centinaia di donne scesero in piazza a Castelfranco Emilia per protestare contro la scarsità di alimenti e per manifestare contro la guerra. In quelle occasioni, essendo Gabriella a capo delle manifestazioni, fu minacciata di morte dall'impiegato comunale fascista Reggiani. Per contrastare l'irrobustirsi delle organizzazioni della Resistenza nella zona, nel dicembre del '44 i fascisti locali, in accordo con i tedeschi,sfruttarono le indicazioni di alcuni delatori e, avvalendosi dell'interventodiretto delle SS, attuarono un grande rastrellamento. Nel primo pomeriggio del13 dicembre, Gabriella Degli Esposti è catturata, nella sua stessa casa, da un gruppo di SS comandato dall'ufficiale Schiffmann. Benché incinta, viene prima picchiata sotto gli occhi di Savina (una delle due figlie), poi è minacciata di morte perché non dice dove si trova il marito (uno tra i primi organizzatori del movimento partigiano locale), quindi viene portata via. Il giorno successivo, il 14 dicembre, quattro gruppi di SS, agendo contemporaneamente nelle campagne circostanti e nel paese, arrestano una settantina di persone. I rastrellati sono trasportati nella casa di Enea Boni, in località Corona di Castelfranco. Le SS sono collegate telefonicamente con l'Ostkommandatur di Castelfranco, che si è installato in casa Monti, in via Emilia Ovest. Da casa Boni a casa Monti i tedeschi trasmettono le generalità dei fermati, che spie fasciste si premurano di identificare se considerati antifascisti. Sono questi che vengono trasferiti nei locali dell'"Ammasso canapa" di Castelfranco Emilia. Per alcuni giorni i prigionieri sono sottoposti astringenti interrogatori e a torture. Il 17 dicembre, Gabriella Degli Esposti e nove suoi compagni di martirio sono trasportati sul greto del Panaro a San Cesario e uccisi (i corpi di altri due vennero trovati in un'altra località).Prima di essere fucilata, Gabriella era stata seviziata orrendamente. Il suo cadavere viene ritrovato privo degli occhi, con il ventre squarciato e i senitagliati. Il supplizio di Gabriella, che è stata proclamata Eroina della Resistenza, induce molte donne della zona a raggiungere i partigiani. È così che si costituisce il distaccamento femminile "Gabriella DegliEsposti", forse l'unica formazione partigiana formata esclusivamente da donne.

La motivazione della Medaglia d'oro concessa a Gabriella Degli Esposti Reverberi dice: "Due tenere figliolette,l'attesa di una terza, non le impedirono di dedicarsi con tutto lo slancio della sua bella anima alla guerra di liberazione. In quindici mesi di lotta senza quartiere si dimostrava instancabile ed audacissima combattente, facendo della sua casa una base avanzata delle formazioni partigiane, eseguendo personalmente numerosi atti di sabotaggio e contribuendo alacremente alla diffusione della stampa clandestina. Accortasi di un rastrellamento, riusciva ad allontanare gli sgherri dalla propria casa per breve tempo e, incurante della propria salvezza, metteva al sicuro le figliole ed occultava armi e documenti compromettenti. Catturata, fu sottoposta alle torture più atroci per indurla a parlare, le furono strappati i seni e cavati gli occhi, ma ella resistette imperterrita allo strazio atroce senza dir motto. Dopo dura prigionia, con le carni straziate, ma non piegata nello spirito fiero, dopo aver assistito all'esecuzione di dieci suoi compagni, affrontava il plotone di esecuzione con il sorriso sulle labbra e cadeva invocando un'ultima volta l'Italia adorata. Leggendaria figura di eroina e di martire."

Il 22 aprile 2006, sul greto del Panaro, in località Ca'nova di San Cesario - dove furono ritrovati i corpi di Gabriella Degli Esposti e dei suoi compagni di lotta e di martirio - è stato inaugurato un monumento, realizzato con una pietra tipica della zona dai ragazzi dell'Istituto "Pacinotti" di San Cesario sul Panaro.

I giornalisti tedeschi Udo Guempel e René Althammer hanno realizzato un filmato dedicato alla ricerca dei colpevoli dell'uccisione di Gabriella: http://www.rbb-online.de/kontraste/ueber_den_tag_hinaus/diktaturen/ss_verbrecher_unbehelligt.html (fonte ANPI)

25 Aprile 2015
Io non dimentico
-Vulcanochimico-




21 aprile 2015

Aspettando il 25 aprile-Donne della Resistenza:Irma Bandiera



Irma Bandiera, di famiglia benestante, moglie e madre affettuosa, il suo amore per la libertà la spinse a schierarsi contro gli oppressori.Giovane staffetta partigiana nella 7a G.A.P., viene arrestata dai nazifascisti a Funo di Argelato dopo uno scontro a fuoco. Ha con sé documenti compromettenti.

 

(immagine tratta dalla "fotostoria"della Lotta di Liberazione nel bolognese di Luigi Arbizzani )

Per una settimana "Mimma" subisce tremende torture, ma non svela i nomi dei compagni. E' accecata e giustiziata con alcuni colpi di pistola a bruciapelo il 14 agosto 1944 al Meloncello, ai piedi della collina di San Luca. Il suo corpo è lasciato per un giorno intero sulla strada come monito per tutti i ribelli.(Biblioteca Salaborsa e ANPI)

25 aprile 2015
per non dimenticare la storia
-Vulcanochimico-



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