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 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



Disclaimer

"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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7 marzo 2018

VOCI DI DONNE,NON SOLO MIMOSE...MARIA ROSARIA PERRONE


(Foto Steve Hanks)

Donne...
Le donne Donne 
raccontano i pensieri
ma guardano i fatti 
per amore si fanno
anche ingannare
ma non per idiozia 
Le donne Donne
capiscono i silenzi 
quelli d’intesa
ma anche quelli
vigliacchi. 
Le donne Donne
hanno i lividi 
nel cuore 
ma li sanno portare 
con dignità 
Le donne Donne
Possono essere
ammutolite 
ma hanno l’animo
grande
trovano la magia
in un sorriso e sanno
volare.
-Maria Rosaria Perrone-
da"Appoggiata alla luna"Pensa editore-




5 marzo 2016

VOCI DI DONNE,NON SOLO MIMOSE:WISLAWA SZYMBORSKA


La Stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.
L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.
E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto 
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

-Wislawa Szymborska-




2 maggio 2015

Pensieri Bonsai....La Donna


"La donna è un firmamento,
ma se un uomo non sa leggerle dentro
vede solo la notte"
-A.Merini-




7 marzo 2015

Per L'otto marzo Voci di Donne,non solo mimose:Rina Durante

ALLA“GROTTA DELLA POESIA” DI ROCA VECCHIA

Semi siedo sul ciglio
di questa voragine
scavata nei sassi,
se m’affaccio a guardare
nel piccolo specchio d’acqua
del fondo,
e mi metto ad ascoltare
il tonfo del mare,
e sento tra le dita
la grana antica di questa terra,
comprendo che siamo rimasti noi soli
e i pallidi voli
di qualche gabbiano.
Antica “Poesia”,
poesia dimenticata,
la tua voce rimane inascoltata
come la mia.
Mi calo nel tuo fondo
e canto,
tanto
non ci ascolta nessuno,
perché diciamo le stesse cose,
perché abbiamo la stessa voce
antica e triste del passato.

 -Rina Durante,"Il tempo non trascorre invano"-

Ho voluto chiudere questa serie di post dedicati alle Voci delle Donne per la Giornata Internazionale della Donna 2015 con una poesia di una mia conterranea che ha dato lustro alla nostra terra,il Salento.Per chi volesse conoscere Rina Durante può farlo QUI
VOCI DI DONNE 2015:

Francisca Aguirre

Vulcanochimico

Marcela Serrano

Ingeborg Bachmann

Adriana Scarpa

Rina Durante

ALTRE  VOCI DI DONNE  PER L'OTTO MARZO







10 dicembre 2012

Donne...Anime Scalze


Le ho viste.
Loro,
i loro volti dai lividi celati.
Loro,
gli ematomi nascosti tra le cosce,
Loro,
i loro sogni rapiti, le loro parole azzittite
Loro,
i loro sorrisi affaticati.
Le ho viste
tutte
passare nella strada
anime scalze,
che si guardano dietro,
temendo di essere seguite
dai piedi della tempesta,
ladre di luna
attraversano,
camuffate da donne normali.
Nessuno le può riconoscere
tranne quelle
che sono come loro
-Maram al-Masri,"Anime Scalze"-





27 ottobre 2012

Poesie...Le mani delle donne sanno d'ago e di filo


Le mani delle donne
intrecciano conchiglie di sorprese
e s’appuntano asterischi di luna
sulle brume dei capelli arrotolati.
Sciolgono silenzi di vetro
al crogiolo sempre acceso delle loro bocche,
intessendo arazzi d’accoglienza.
Le mani delle donne
sanno d’ago e di filo
e cuciono stupori d’aquiloni
da annodare tra le mani dei bambini.

Quelle mani hanno ore da sbucciare

nei riflessi dei mattini
e intingono le attese
in anfore sempre piene di speranza.

Sigillano pulviscolo di solitudini

in teche di madreperla, che,
fatate, sanno mutare in sorriso la malcelata pena.

Custodiscono battiti cadenzati come torchi

per spremiture di uvaspina
per propiziare vaghezze di sospiri,

Col punto d’erba e festoni

arredano tristezze di solitudini...
e schiudono segreti scrigni di sole
nei giorni di una pioggia inopportuna.

Se giovani, quelle mani,

sanno avere levità di ali
e sulle spalle incurvate dei vecchi
si chinano amorose,
per sollevare il duolo di ogni pena.
Le mani delle donne
spalmano carezze di nutella
su fette d’anima fragrante

Chiudono pietose

le palpebre dell’ultimo respiro
col tocco lieve delle loro dita

schiudendo tepori di placente.

aprendo varchi ad una nuova vita.
-Anna Marinelli -





23 agosto 2011

Poesie...Non Voglio

Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate - segnate e misurate
senza stancarvi.

Sfilate spilli di tra le labbra, come un sarto:
me li appuntate sull'anima
e dite: "Qui faremo un bell'orlo.
Dopo starai tanto meglio."

Io non voglio che mi tagliate un pezzo d'anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.

Sono una poetessa: una farfalla, un essere
delicato, con le ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.
-Margherita Guidacci-




12 dicembre 2010

Pensieri Bonsai...Donne e Uomini


Le Donne vere non hanno bisogno di dimostrare altezza d'intelletto e farsi valere imitando gli uomini,soprattutto nelle loro prerogative peggiori:sicumera e prepotenza. Credo che non ci sia peggiore offesa per una Donna che essere definita “con gli attributi”. Una Donna non ha bisogno “degli attributi” per essere definita “capace” al pari di un uomo,semplicemente perché lo è, qualche volta in modi e contesti diversi. Sono persuasa che sia  proprio la diversità il punto di forza dell’umanità, l’omologazione porta molto spesso ad una sciocca,insana competizione e ad una letargia delle emozioni,peccato che molti uomini e molte donne ancora non se ne rendano conto.


 




7 marzo 2010

Appartengo alla minoranza silenziosa...

Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L'età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri: perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la loro verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell'arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia.
In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l'arabesco. Viviamo in una rete d'arabeschi.(E.Flaiano,"La solitudine del satiro")

Domani, 8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Donna, l'8 marzo è giusto ricordare la storia,ma Donne siamo ogni giorno per essere onorate e rispettate. A tutti coloro che passano da qui dedico una canzone:

 Un saluto a tutti e una mimosa...A presto

-Vulcanochimico-




30 giugno 2008

Donne...Renata Viganò

 “Ma io vorrei morire anche stasera
e che voi tutti moriste
col viso nella paglia marcia
se dovessi un giorno pensare
che tutto questo fu fatto per niente”…

Questi versi sona stati composti nel culmine della Resistenza da Renata Viganò

Renata Viganò nasce a Bologna il 17 giugno 1900 e muore il 23 aprile 1976, infermiera e scrittrice. Sognava di fare il medico, ma a causa di ristrettezze economiche fu costretta ad interrompere il liceo. Fu così che Renata fece parte della classe operaia, lavorando come inserviente prima e infermiera poi negli ospedali bolognesi. Oltre alla medicina aveva una grande passione, la letteratura, una passione tanto forte che a soli 13 anni riuscì a pubblicare una raccolta di poesia: ”Ginestra in fiore”e questa passione continuò a coltivarla nonostante il suo lavoro, scriveva, infatti, per quotidiani, periodici, oltre produrre racconti e poesie. Con l’armistizio dell’8 settembre del 1943, ci fu una svolta nella sua vita: insieme al marito, Antonio Melucchi e il figlio, Renata partecipa alla lotta partigiana("la cosa più importante nelle azioni della mia vita", come lei dichiarò), nelle valli di Comacchio e in Romagna, facendo, sino alla Liberazione, di volta in volta l’infermiera, la staffetta garibaldina, la collaboratrice della stampa clandestina.
Di questa esperienza è permeata la produzione letteraria di Renata Viganò. La sua opera più famosa, L’Agnese va a morire, edita nel 1949 daEinaudi e vincitrice del Premio Viareggio, è stata tradotta in quattordici lingue;Giuliano Montaldo ne trasse un film. Vale la pena inoltre di ricordare, tra la copiosa opera della scrittrice, almeno altri due libri sul tema della Guerra di liberazione: Donne della Resistenza, ventotto affettuosi ritratti di antifasciste bolognesi cadute (Mursia, 1955) e Matrimonio in brigata, una raccolta di significativi racconti partigiani (Vangelista, 1976), uscito proprio l’anno in cui la scrittrice è scomparsa.
Due mesi prima della morte, a Renata Viganò è stato assegnato il premio giornalistico "Bolognese del mese", per il suo stretto rapporto con la realtà popolare della città
.(fonte per la stesura dell biografia:ANPI)
                                         
Qualche riflessione sui versi di Renata Viganò di questi tempi credo bisogna farla,anche se molti hanno ormai scordato chi ha lottato e ha dato la vita  per costruire un mondo migliore. Un  saluto e un buon inizio di  settimana a tutti.....A presto 
                                                     -Vulcanochimico-



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