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 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



Disclaimer

"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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3 dicembre 2017

ARTE ED EMOZIONI...Delphin Enjolras

-"The Flower Bouquet",Delphin Enjolras

“Manteneva tutta la sua dolcezza anche ne ldolore.
Non parlava di quel dolore ,non ne aveva mai detto una parola. A volte il suo volto aveva un tremito, chiudeva gli occhi, stringeva i denti. Ma taceva sempre sulle immagini che vedeva dietro agli occhi chiusi.”…

-M.Duras,”L’amante”-




25 ottobre 2014

Poesie...L'odore del dolore

Che odore ha il dolore?
Come il freddo, la solitudine, la paura
o la morte,
anche il dolore ha un odore.
Tante volte ho provato a decifrarlo
ma si nasconde, si diluisce,
si camuffa. Offre piste fasulle.
Ha qualcosa di canfora, di chiuso, di rancido,
qualcosa di narcotico,
potrebbe essere alcool, adrenalina o mercurio,
come potrebbe essere ammoniaca,
vertigine o nausea.
Porta stimmate di chiarezza ulcerata,
poggia senza essere visto sulle sedie
e oscilla osceno sulle grucce della tristezza.
Poiché esiste, odora; sì, il dolore odora
nelle occhiaie violacee, nei calici dell’insonnia
e nelle cicatrici paonazze dell’attesa
o dell’angoscia.
Odorano i corpi nel dolore,
odorano la febbre e l’ombra
come odorano la stanchezza, la miseria o la fame.
Odora il dolore e ci opprime
la bocca uno spago,
una spugna nella gola,
quando riconosciamo nitido, pungente,
riconoscibile e insieme indecifrabile,
il suo aroma.
-Xulio López Valcárcel-





3 marzo 2013

Voci di donne,non solo mimose:Bella Achmadulina


Un giorno,dondolando sull'orlo
di tutto ciò che è, avvertii nel corpo
la presenza di un'ombra irreparabile
che spingeva altrove la mia vita.
Nessuno lo sapeva, solo il quaderno
bianco si era accorto che avevo spento
le candele, accese per crear parole:
senza di loro non mi dispiaceva morire.
Soffrivo tanto! Tanto m'avvicinai
alla fine dei tormenti! Non dissi una parola.
Era l'anima, ancora debole,
che cercava un'altra età.
Mi misi a vivere, e vivrò a lungo.
Da quel giorno chiamo tormento
terreno solo ciò che non ho cantato;
il resto lo chiamo beatitudine. 

-Bella Achmadulina -




27 giugno 2009

Poesie...Cuore


Ti strappano il cuore,
lo fanno in frantumi,
accogli in silenzio il dolore.
Si china la testa
non per debolezza,
ma solo perchè
troppo grande è l'amore..
-Vulcanochimico-

Un saluto, un grazie  e un buon fine settimana a chi legge e commenta questo blog

con costanza...A presto




26 gennaio 2009

Solo parole...

 
-"Boreas"J.W.Waterhouse-

S'indignano per le parole,
bastano due righe e un turpiloquio
per accendere entusiasmi,
ma degli accadimenti
 di donne che
in gran silenzio curano ferite
che esternamente sembrano guarite,
non se ne importano niente...
Si può verificare
che uniscano a quel male
anche il loro sale,
rendendo quelle ferite
ancora più dolenti...

-Vulcanochimico-




1 gennaio 2009

I Fiori Raccontano....Il Dolore e L'Amore Puro ed Infinito...

 

La calendula è una pianta erbacea annuale originaria dell'Europa meridionale. Dalla primavera inoltrata fino all'estate produce numerosissimi fiori a margherita, di colore giallo o arancione. Le specie più diffuse sono la C. Officinalis, dal portamento eretto e cespuglioso e la C. arvensis, anche se in commercio esiste una certa quantità di ibridi ornamentali. Il nome deriva dal latino "calendae" che significa giorno, e dal greco "Kalathos" che significa cesta o coppa, come riferimento alla forma del fiore. Nel medioevo era chiamata "oro di Maria", perciò consacrata alla Vergine Maria. I fiori di Calendula profumano delicatamente di limone, e sono commestibili: si consumano crudi in insalata, oppure vengono utilizzati essiccati per tisane, hanno un sapore intenso e speziato. Questa pianta ha anche proprietà medicinali, la droga che viene usata sono i capolini freschi o essiccati. Le preparazioni sono usate in caso di stati infiammatori della pelle e della membrana delle mucose, lievi bruciature, scottature solari; internamente, in caso di lesioni con stato infiammatorio delle mucose della bocca e della faringe. Il composto della pianta può servire anche da immuno stimolante per infiammazioni e per infezioni da Herpes zoster. Si impiega anche come additivo biologico in prodotti per la cura della pelle del viso e del corpo. Si ricavano creme per le mani e per la notte .Le sue ligule sono sfruttate anche per sofisticare lo zafferano. Nel linguaggio dei fiori, la calendula è eretta a simbolo del dolore, del dispiacere a causa della posizione prostrata nella fase del tramonto. Nell'ottocento era il simbolo dei cortigiani adulatori ed anche simbolo dell'amore puro ed infinito .I fiori di calendula pare abbiano  proprietà meteorologiche, se al mattino restano chiusi probabilmente pioverà.

Sul Dolore e sull’Amore Infinito….

 

Frida Kahlo è stata una delle pittrici che maggiormente ha rappresentato con la sua pittura molto intensa,le sensazioni del dolore,il dispiacere e gli eventi drammatici delle sua vita,

-"La colonna rotta"F.Kahlo

-"Le due Frida"F.Kahlo-

ma anche la grande forza d’animo,la dignità e il suo Amore Puro e Infinito…


-"Diego nel mio pensiero"F.Kahlo-

Nella saliva
nella carta
nell'eclisse.
In tutte le linee
in tutti i colori
in tutti i boccali
nel mio petto
fuori, dentro
nel calamaio - nelle difficoltà a scrivere
nello stupore dei miei occhi
nelle ultime lune del sole
(il sole non ha lune) in tutto.
Dire «in tutto» è stupido e magnifico.
DIEGO nelle mie urine - DIEGO nella mia bocca
nel mio cuore - nella mia follia - nel mio sogno
nella carta assorbente - nella punta della penna
nelle matite - nei paesaggi - nel cibo - nel metallo
nell'immaginazione.
Nelle malattie - nelle rotture - nei suoi pretesti
nei suoi occhi - nella sua bocca
nelle sue menzogne.

-Frida Kahlo-
(Poesia dedicata al marito Diego Rivera)

Un saluto a tutti coloro che passeranno e avranno la bontà di leggere....A presto
-Vulcanochimico-




18 maggio 2008

Sofferti Racconti di Donna...



 

(...)"Il dì in cui un informe essere aveva brutalmente interrotto la fioritura della mia adolescenza,un processo di dissolvimento s’era iniziato in me. Il lavorio delle influenze deleterie mi penetrava lentamente,mi corrompeva il corpo e lo spirito. Nulla era pervenuto alla mia coscienza di questa interiore tragedia fino alla catastrofe.M’ero sentita triste,stanca,impaurita..."(...)

-Sibilla Aleramo da “Una Donna”pag.68 Feltrinelli-



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