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"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
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-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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13 luglio 2014

Poesie...Io sono nessuno! Tu chi sei?

Io sono Nessuno! - Tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu? Allora siamo in due!
Non dirlo, potrebbero bandirci,
non lo sai?

Che grande peso essere Qualcuno!
Così volgare! - come una Rana
che gracida il suo nome tutto Giugno
ad un pantano in estasi di lei!

-Emily Dickinson-




22 agosto 2007

Riflessioni....Il dolore dell'ambizioso

La Maggior parte dei dolori morali nasce da un nostro errore
Quantunque però io creda che la virtú stessa non basti a rendere perfettamente felice l'uomo in terra, dico che l'uomo virtuoso a circostanze eguali sarà piú felice dell'uomo malvagio. Dico di piú che se l'uomo potesse avere i sentimenti sempre subordinati alla ragione, sarrebbe certamente meno soggetto ai dolori morali di quello ch'egli è. Ogni dolore morale è semplice timore. Questo dolore è una mera aspettazione d'un dolore contingibile. Quando siam tormentati da un dolor morale, altro male non soffriamo in quel momento fuorché il timore di soffrirne; questo timore spesse volte è chimerico, e sempre ha un grado di probabilità contro la sua ventura realizzazione; può dunque colla ragione o togliersi, o almeno scemarsi, o almeno, vistane l'inutilità di soffrirlo, procurarsene la distrazione. Quanto maggiori progressi facciamo nella vera filosofia tanto piú ci liberiamo da questi mali. Sia per esempio: prendo un ambizioso nel momento in cui gli viene l'annunzio che una carica da lui ansiosamente desiderata, e quasi certamente aspettata, dal principe vien conferita a un suo rivale. Ecco l'ambizioso nello squallore, nell'abbattimento, immerso in un profondo dolor morale. Un freddo ragionatore s'accosta a lui: - Che fai, uomo desolato e oppresso (gli dice), perché ti abbandoni cosí a un vago e forse chimerico timore? Che temi? Quasi nol sai, confusamente tu prevedi di dover viver male. Ma quai mali prevedi? Gli uomini non avranno per te quei riguardi che tu vorresti, ti stimeranno meno, sarai men ricco? Calmati e per poco almeno esamina questo timore a parte a parte; non prenderlo tutto in massa. Gli uomini ti mancheran di riguardi? Qualche inchino meno profondo, qualche adulazione di meno non è una perdita da farti disperare: se ambisci i riguardi degli uomini illuminati, essi non saran cambiati per te.Gli uomini ti stimeranno meno? Non già gl'illuminati; per il restante hai perduta qualche curvità negli inchini e qualche bassezza di chi mendicava il tuo favore? Non è poi grande lo scapito. Sarai men ricco? Tutti i mali che vagamente temi, forse si riducono a salariare due o tre sfaccendati di meno, a nutrire due o tre parassiti di meno alla tua tavola. La tua sanità, la robustezza de' tuoi anni, il concetto della tua probità, delle tue cognizioni, tutto ciò rimane intatto presso gli uomini ragionevoli, i quali sanno quanta parte abbia il caso nella distribuzione degli uffici su di questo teatro del mondo; ti resta con che nutrirti, alloggiare, vestirti decentemente. Se un chirurgo dovesse farti soffrire una dolorosa operazione, compatirei il tuo affanno, prevedendola; ma se non puoi esser pretore o tribuno della plebe, o console, sii cittadino, sii ragionevole, non ti turbare per una chimera. Il freddo ragionatore ha una ragione cosí evidente, che quasi non resta piú luogo a compatire l'ambizioso, se continua a delirare fra le tenebre d'un avvenire chimerico. Pure lo compatirà quell'umano filosofo, che sa quanta distanza vi sia dalla convinzione al vero sentimento.[…]
                                                             -Pietro Verri-
                               (Tratto da"Discorso sull'indole del piacere e del dolore"Cap.V)



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